L'Attività Fisica Adattata come intervento complementare nella malattia di Parkinson: valutazione e percorso motorio attraverso lo studio di un caso singolo.
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Author
Rosso, Matilde <2000>
Date
2026-10-15Data available
2026-10-22Abstract
Questo studio valuta l’efficacia a lungo termine di un programma di Attività Fisica Adattata come terapia complementare nel trattamento della malattia di Parkinson. La gestione clinica dei sintomi motori e non motori richiede infatti un approccio strategico multidisciplinare in grado di affiancare la terapia farmacologica, la quale da sola non è in grado di arrestare il progressivo decadimento funzionale. Il progetto di studio analizza il caso di un uomo di 65 anni affetto da malattia di Parkinson, seguito personalmente per 12 mesi mediante sessioni personalizzate di esercizio orientate a contrastare rigidità, bradicinesia e instabilità posturale. Il protocollo ha previsto esercizi di mobilità articolare, allungamento delle catene muscolari, potenziamento della forza muscolare, controllo propriocettivo e rieducazione del cammino tramite strategie cognitive con utilizzo di cues visivi e acustici. I risultati ottenuti confrontando la valutazione iniziale e finale evidenziano un significativo miglioramento della forza degli arti inferiori nel 30-Second Chair Stand Test (+16,6%) e il sostanziale mantenimento delle prestazioni di mobilità e velocità del cammino nel Timed Up and Go e nel 10 Meter Walking Test. L’intervento motorio ha dimostrato efficacia nel mantenimento dei risultati ottenuti nella valutazione iniziale e nell’autonomia funzionale del soggetto ma soprattutto nel rallentamento della progressione della malattia e una migliore qualità di vita. This study evaluates the long-term effectiveness of an Adapted Physical Activity (APA) program as a complementary therapy in the management of Parkinson’s disease. Indeed, the clinical management of both motor and non-motor symptoms requires a strategic, multidisciplinary approach capable of supporting pharmacological therapy, which alone cannot halt progressive functional decline. This study analyzes the case of a 65-year-old male with Parkinson’s disease, personally monitored over a 12-month period through personalized exercise sessions aimed at counteracting rigidity, bradykinesia, and postural instability. The protocol included joint mobility exercises, muscular chain stretching, muscle strength training, proprioceptive control, and gait re-education using cognitive strategies alongside visual and auditory cues. A comparison between baseline and final evaluations revealed a significant improvement in lower-limb strength, as measured by the 30-Second Chair Stand Test (+16.6%), along with substantial preservation of mobility and gait speed in the Timed Up and Go and 10-Meter Walk Test. The exercise intervention demonstrated efficacy not only in maintaining initial assessment outcomes and functional autonomy, but most importantly in slowing disease progression and improving the subject's quality of life.
Type
info:eu-repo/semantics/masterThesisCollections
- Laurea Magistrale [8404]

