Il sommerso e il salvato. Profili critici e nuove frontiere della confisca applicata ai reati tributari
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Author
Lenti, Fabio <2003>
Date
2026-10-09Data available
2026-10-15Abstract
La presente Tesi analizza le forme di ablazione patrimoniale previste nel diritto penale tributario italiano, con particolare riferimento alla confisca diretta e per equivalente disciplinata dall'art. 12-bis del d.lgs. n. 74/2000, oggi recepito dall'art. 87 del d.lgs. n. 173/2024. La trattazione muove dalla constatazione che la criminalità economica contemporanea, caratterizzata da strutture sempre più complesse e da una spiccata dimensione transfrontaliera, rende la risposta sanzionatoria tradizionale spesso inadeguata. In Italia, i proventi non dichiarati si aggirano intorno ai 100 miliardi di euro annui, generando un'economia sommersa quasi due volte superiore. In tale contesto, le misure confiscatorie assumono un ruolo cruciale, annullando il vantaggio illecito e ripristinando la situazione patrimoniale antecedente al delitto.
Muovendo dall’evoluzione storica dell'istituto, la trattazione affronta il dibattito sulla natura giuridica della confisca diretta e per equivalente, la nozione di profitto confiscabile nella forma del risparmio di spesa, l'applicabilità della misura in assenza di un provvedimento formale di condanna e la ripartizione della confisca tra i concorrenti del reato. L'analisi si estende quindi alle forme moderne di ablazione patrimoniale, dalla confisca "allargata" ex art. 240-bis c.p. alla confisca nei confronti degli enti ex d.lgs. n. 231/2001, sino al modello armonizzato delineato dalle Direttive europee 2014/42 e 2024/1260.
L'obiettivo è fare chiarezza sui limiti e sui meccanismi di funzionamento dei citati strumenti, rispetto ai quali dottrina e giurisprudenza dibattono animatamente, proponendo un raffronto tra la direzione intrapresa dall'ordinamento italiano e quella del legislatore europeo e internazionale. This study examines confiscation under Italian criminal tax law, with particular attention to direct and value-based forfeiture as governed by Article 12-bis of Legislative Decree No. 74/2000, recently transferred to Article 87 of Legislative Decree No. 173/2024. The analysis is set against the backdrop of a rapidly shifting landscape of economic crime, characterised by sophisticated schemes and a transnational dimension, against which conventional criminal sanctions have proved to be ineffective. In Italy alone, hidden profits are estimated at roughly 100 billion Euro per year, fostering a underground economy reaching nearly twice that size. In this context, confiscation took a central role in depriving offenders of their illicit gains and restoring the economic situation that existed prior to the offence.
Starting with the historical development of the institution, the work addresses the debated legal classification of direct and value-based confiscation, the concept of forfeitable profits under the shape of money saving, the enforcement of confiscation without a formal conviction, and the allocation of forfeiture among the participants in the crime. The dissertation then turns to more recent forfeiture mechanisms, like the "extended" confiscation under Article 240-bis of the Italian Criminal Code, the confiscation in the context of corporate liability under Legislative Decree No. 231/2001 and the harmonised framework established by EU Directives 2014/42 and 2024/1260.
The aim is to clarify the scope and the functioning of these instruments, while offering a comparative perspective of the approaches adopted by the Italian legislator and its European and international counterparts.
Type
info:eu-repo/semantics/masterThesisCollections
- Laurea Magistrale [8404]

