Esplorare la curiosità per riflettere sul significato dell'identità umana.
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Author
Bagnasco, Alice <2000>
Date
2026-10-13Data available
2026-10-15Abstract
Il presente lavoro di tesi analizza il ruolo pedagogico ed esistenziale della curiosità, intesa non come un semplice tratto caratteriale, ma come una categoria fondamentale per la costruzione dell'identità e il mantenimento di un'apertura critica verso la realtà. Muovendo dall'osservazione di una diffusa apatia e passività che attraversa le diverse età della vita , la ricerca adotta una metodologia interdisciplinare che intreccia filosofia, psicologia e pedagogia clinica. Il percorso parte dall'ontologia della curiosità, evidenziando la tensione tra la meraviglia aristotelica e l'ansia conoscitiva hobbesiana, e analizza il valore del limite (la "siepe" leopardiana) come precondizione indispensabile per far nascere l'immaginazione. Successivamente, lo studio approfondisce la crisi dell'identità e la dimensione della fragilità, esaminando la funzione della maschera sociale (Pirandello, Bauman) e le dinamiche di sofferenza nei contesti comunitari per minori. In tali ambiti, tra cattività esistenziale, condotte oppositive e regressioni dell'infanzia, l'anestesia dello sguardo si rivela come una risposta difensiva al trauma. Attraverso il contributo di autrici e autori come Weil, Zambrano, Buber e Freire, la tesi definisce una prospettiva progettuale e di riscatto: la curiosità spenta può essere riaccesa valorizzando l'attenzione al dettaglio, la gestione dell'attesa, la sospensione dal giudizio e l'esperienza del gioco libero (dall'archetipo del Puer di Hillman ai cento linguaggi di Malaguzzi). In conclusione, la ricerca dimostra che coltivare lo stupore e abitare con coraggio l'incertezza costituiscono le precondizioni essenziali per promuovere un'identità flessibile e restituire centralità alla cura della persona. This thesis explores the pedagogical and existential role of curiosity, defined not merely as a personality trait, but as a fundamental dimension for identity construction and for maintaining an active, critical engagement with the world. Prompted by the observation of a widespread apathy across all stages of life, the study adopts an interdisciplinary methodology combining philosophy, psychology, and clinical pedagogy. The narrative unfolds by analyzing the ontology of curiosity, highlighting the tension between Aristotelian wonder and Hobbesian cognitive anxiety, while framing the limit (Leopardi’s "hedge") as a necessary precondition for human imagination. The research then investigates identity crisis and vulnerability, examining social masks (Pirandello, Bauman) and emotional wounds within residential communities for minors. In these contexts, characterized by existential hardship, oppositional behaviors, and childhood trauma, emotional numbness emerges as a defensive response to pain. Drawing upon the insights of thinkers such as Weil, Zambrano, Buber, and Freire, the thesis outlines an educational framework for recovery and hope: frozen curiosity can be rekindled by cultivating care for detail, embracing wait and silence, and promoting unstructured play (from Hillman’s Puer archetype to Malaguzzi’s Reggio Approach). Ultimately, the study demonstrates that fostering wonder and courageously navigating uncertainty are essential requirements for nurturing a flexible identity and restoring dignity and agency to human growth throughout life.
Type
info:eu-repo/semantics/masterThesisCollections
- Laurea Magistrale [8404]

