Da frontiera ghiacciata a spazio strategico: cambiamento climatico, competizione strategica e centralità della Groenlandia nell’Artico

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Author
Basile, Isabella <2002>
Date
2026-10-05Data available
2026-10-08Abstract
L'Artico è passato in una sola generazione dai margini della carta geografica a uno dei centri della politica internazionale: con il ritiro dei ghiacci, cambiamento climatico, risorse, nuove rotte marittime e sicurezza si intrecciano, e la Groenlandia – appena 57.000 abitanti – ne è divenuta il punto focale. Questa tesi analizza tale trasformazione attraverso la lente della geografia dei conflitti, assumendo la Groenlandia come caso paradigmatico, e si chiede come essa arrivi a occupare la posizione paradossale di oggetto delle ambizioni altrui e, insieme, di soggetto che rivendica il diritto di decidere del proprio territorio – e cosa questo riveli su chi detenga il potere sullo spazio conteso nel XXI secolo.
Il primo capitolo mostra che il cambiamento climatico non è solo un processo ecologico ma un fatto geopolitico: l'amplificazione artica converte la geografia fisica della regione – distanze, ghiacci, risorse sepolte – in asset strategici, aprendo rotte e giacimenti prima inaccessibili.
Il secondo capitolo mostra come questa trasformazione diventi competizione concreta: infrastrutture e cavi sottomarini come vettori di potere, conflitto ibrido di "zona grigia" (cavi tranciati, jamming, "flotta ombra"), militarizzazione e asse sino-russo.
Il terzo capitolo converge sulla Groenlandia – profilo fisico e umano, risorse critiche, la base di Pituffik e la "questione groenlandese": sovranità, indipendenza, disputa USA-UE e identità inuit, con lo sguardo danese raccolto tramite un'intervista.
Ne emerge che la Groenlandia è al tempo stesso oggetto e soggetto, perché la geografia del conflitto opera su scale diverse. Il potere sullo spazio conteso non appartiene più soltanto a chi possiede gli eserciti o le economie più grandi: legittimità, identità e autodeterminazione – il principio "nothing about us without us" – sono diventate a loro volta forze decisive nella geopolitica contemporanea. The Arctic is rapidly shifting from the margins of the world map to one of its strategic centres. As climate change accelerates the retreat of the ice, the region's physical geography – its distances, its buried resources and its location – is being converted into strategic assets, opening the far North to mineral extraction, new shipping routes and renewed great-power competition. This thesis examines that transformation through the lens of the geography of conflict, taking Greenland as a paradigmatic case study. It asks how Greenland comes to occupy the paradoxical position of both an object of external
ambitions – from the United States, Europe, Russia and China – and a subject asserting its own territorial agency, and what this tension reveals about who holds power over contested space in the twenty-first century. Drawing on academic and institutional sources, an original interview and first-hand Greenlandic voices, it argues that power over Arctic territory is no longer the preserve of the great powers alone: legitimacy, identity and self-determination have themselves become decisive forces in contemporary geopolitics.
Type
info:eu-repo/semantics/masterThesisCollections
- Laurea Magistrale [8404]

