Caratterizzazione archeometrica dei rivestimenti parietali della "Domus H" - ex Scavo Palaorto, Acqui Terme (AL): studio minero-petrografico e chimico di intonaci, pigmenti e materie prime locali.
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Author
Benedini Occhio, Ginevra <1997>
Date
2026-09-18Data available
2027-09-24Abstract
La tesi approfondisce la caratterizzazione archeometrica degli intonaci policromi della Domus H di Acqui Terme (Aquae Statiellae, I sec. a.C. - II sec. d.C.). Tramite un approccio multianalitico (microscopia ottica, SEM-EDS, XRD e μRaman), sono stati studiati stratigrafia, pigmenti, leganti e aggregati.
Sulla matrice legante è emerso l'uso esclusivo di calce aerea: il magnesio e il silicio rilevati derivano da frazioni finissime di serpentino disperse. Un'eccezione è il campione US 892 (ambiente H7), arricchito con cocciopesto nell'arriccio per favorire l'idraulicizzazione e la resistenza all'umidità. L'aggregato lapideo mostra una miscela costante di tre frazioni: silicea (quarzo e arenarie), carbonatica (calcari e bioclasti) e ofiolitica (serpentiniti e peridotiti). I pigmenti confermano una tavolozza tradizionale (ematite, goethite, glauconite, neri carboniosi, bianchi di calce e Blu Egizio). Il contributo più rilevante risiede nello studio comparativo dei sedimenti attuali dei fiumi locali (Bormida, Erro e Medrio). Il rio Medrio e il torrente Erro sono stati esclusi come fonti dirette a causa di composizioni troppo sbilanciate (argillose o eccessivamente ofiolitiche). I depositi del fiume Bormida, a valle della confluenza con l'Erro, rappresentano invece la fonte ideale: uniscono la frazione quarzoso-arenacea del Bacino Terziario Piemontese all'apporto ofiolitico dell'affluente, rispondendo a criteri logistici ottimali per le maestranze romane. Questi dati offrono anche un solido termine di confronto per futuri studi sulla produzione locale di laterizi e ceramiche. The thesis explores the archaeometric characterization of the polychrome plasters from Domus H in Acqui Terme (Aquae Statiellae, 1st century BC – 2nd century AD). Using a multi-analytical approach (optical microscopy, SEM-EDS, XRD, and μRaman), the stratigraphy, pigments, binders, and aggregates were analyzed. Regarding the binder matrix, the exclusive use of air lime emerged; the detected magnesium and silicon derive from dispersed ultrafine fractions of serpentine. An exception is sample US 892 (room H7), enriched with crushed brick (cocciopesto) in the scratch coat to enhance hydraulic properties and moisture resistance. The stone aggregate shows a constant mixture of three fractions: siliceous (quartz and sandstones), carbonate (limestones and bioclasts), and ophiolitic (serpentinites and peridotites). The pigments confirm a traditional palette (hematite, goethite, glauconite, carbonaceous blacks, lime whites, and Egyptian Blue). The most significant contribution lies in the comparative study of the current sediments from local rivers (Bormida, Erro, and Medrio). Rio Medrio and the Erro torrent were excluded as direct sources due to overly unbalanced compositions (clayey or excessively ophiolitic). The deposits of the Bormida river, downstream of its confluence with the Erro, represent the ideal source: they combine the quartz-arenaceous fraction of the Tertiary Piemontese Basin with the ophiolitic input of the tributary, meeting optimal logistical criteria for Roman artisans. These data also provide a solid benchmark for future studies on local brick and ceramic production.
Type
info:eu-repo/semantics/masterThesisCollections
- Laurea Magistrale [8176]

