Dal danno placentare all'esito neonatale: studio autoptico integrato nei nati a termine e pre-termine e istituzione di un registro feto-placentare
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Author
Sorrentino, Alessia <2001>
Date
2026-07-08Data available
2026-08-13Abstract
Background: La mortalità neonatale rappresenta ancora una delle principali sfide della medicina perinatale, soprattutto nei neonati estremamente prematuri. Sebbene l'autopsia neonatale e l'esame placentare siano strumenti fondamentali per identificare le cause del decesso, la loro integrazione rimane limitata.
Obiettivi: Integrare i dati clinici, autoptici e placentari dei neonati deceduti per identificare i principali pattern patologici e proporre un modello fisiopatologico della morte neonatale.
Materiali e metodi: Studio retrospettivo monocentrico su 92 neonati deceduti. Sono stati analizzati dati clinico-ostetrici, reperti autoptici multiorgano e lesioni placentari classificate secondo i criteri del Consensus di Amsterdam. Le associazioni sono state valutate mediante test non parametrici, test esatto di Fisher e correlazione di Spearman.
Risultati: L'età gestazionale mediana era di 26 settimane, il peso alla nascita di 730 g e la sopravvivenza postnatale di 8 giorni. I principali reperti autoptici erano emorragia intracranica (62,9%), emorragia polmonare (34,1%) e congestione multiorgano. Tra le 80 placente esaminate, la malperfusione vascolare materna (MVM) era presente nel 77,5% dei casi (grave nel 36,2%), con riduzione del peso placentare (<25° percentile nell'83,9%; <3° percentile nel 48,2%). La preeclampsia e la condizione di piccolo per l'età gestazionale (SGA) risultavano significativamente associate alla MVM (p=0,00026; p=0,0098). Il peso placentare correlava positivamente con il peso neonatale (ρ=0,525; p<0,001). Corioamnionite e funisite erano fortemente associate (p<0,001).
Conclusioni: Nei neonati estremamente prematuri, la morte rappresenta spesso l'esito finale di un processo patologico iniziato in utero. L'integrazione tra autopsia neonatale ed esame placentare migliora la comprensione dei meccanismi fisiopatologici e supporta lo sviluppo di un registro feto-placentare strutturato con finalità diagnostiche, prognostiche e preventive. Background: Neonatal mortality remains a major challenge in perinatal medicine, especially in extremely preterm infants. Although neonatal autopsy and placental examination are essential for determining the causes of death, their systematic integration remains limited.
Objectives: To integrate clinical, autopsy, and placental findings in deceased neonates to identify the main pathological patterns and propose a pathophysiological model of neonatal death.
Materials and Methods: This retrospective single-center study included 92 deceased neonates. Clinical-obstetric data, multiorgan autopsy findings, and placental lesions classified according to the Amsterdam Consensus were analyzed using non-parametric tests, Fisher's exact test, and Spearman's correlation.
Results: Median gestational age was 26 weeks, birth weight 730 g, and survival 8 days. Intracranial hemorrhage (62.9%), pulmonary hemorrhage (34.1%), and multiorgan congestion were the main autopsy findings. Among 80 placentas, maternal vascular malperfusion (MVM) occurred in 77.5% (severe in 36.2%), with reduced placental weight (<25th percentile 83.9%; <3rd percentile 48.2%). Preeclampsia and SGA were significantly associated with MVM (p=0.00026; p=0.0098). Placental and birth weights correlated (ρ=0.525; p<0.001). Chorioamnionitis and funisitis were strongly associated (p<0.001).
Conclusions: In extremely preterm infants, neonatal death often reflects a pathological process beginning in utero. Integrating neonatal autopsy with placental examination improves understanding of pathophysiological mechanisms and supports development of a structured fetoplacental registry for diagnostic, prognostic, and preventive purposes.
Type
info:eu-repo/semantics/masterThesisCollections
- Laurea Magistrale [8032]

