Biopsia renale nei pazienti very elderly: diagnosi istologia, scelte terapeutiche e outcome clinici

View/ Open
Author
Cucchetti, Filippo <2001>
Date
2026-07-08Data available
2026-07-16Abstract
Introduzione. La biopsia renale nel paziente anziano è sempre più rilevante nella pratica nefrologica, ma restano incertezze su sicurezza e appropriatezza nei very elderly (≥75 anni). Obiettivo dello studio è stato valutare il ruolo della biopsia renale nei pazienti very elderly, analizzando indicazioni, diagnosi istologiche, impatto terapeutico, sicurezza procedurale e outcome clinici rispetto ai soggetti di 50–74 anni.
Metodi. Studio osservazionale retrospettivo su 105 pazienti sottoposti a biopsia renale nativa tra il 2022 e il 2023, suddivisi in due gruppi: 50–74 anni e ≥75 anni. L’outcome primario era un composito di eGFR<30 mL/min/1.73m², dialisi e/o morte.
Risultati. I pazienti ≥75 anni presentavano più frequentemente AKI come indicazione alla biopsia (33% vs 8.3%; p=0.007), valori inferiori di albuminemia (3.0 vs 3.6 g/dL; p=0.008) e C3 sierico (1,03 vs 1,20 g/L; p<0.001). Lo spettro istologico risultava sovrapponibile tra i gruppi, con maggiore danno cronico nei very elderly (28.6% vs 7.1%; p=0.013). L’incidenza delle complicanze bioptiche non differiva significativamente tra i gruppi (12,2% vs 14,1%; p=0.78), così come scelta terapeutica e insorgenza di eventi avversi. La mortalità per tutte le cause risultava significativamente più elevata nei pazienti ≥75 anni (Log-Rank p<0.001), senza differenze nelle complicanze bioptiche o eventi avversi trattamento-correlati. All’analisi di regressione multivariata, l’unico predittore indipendente dell'outcome era il burden di comorbidità (Charlson Comorbidity Index: HR 1.22; IC95% 1.01–1.50; p=0.048).
Conclusioni. L’età avanzata non ha influenzato le scelte terapeutiche né il rischio di complicanze. Nei pazienti very elderly, la maggiore fragilità e mortalità osservate non giustificano un approccio meno attivo basato solo sull’età anagrafica, ma richiedono una gestione personalizzata in base alla nefropatia e alle comorbidità. Introduction. Kidney biopsy in older patients is increasingly relevant in nephrology, but its safety and appropriateness in the very elderly (≥75 years) remain uncertain. This study evaluated the role of kidney biopsy in very elderly patients by assessing biopsy indications, histopathological diagnoses, therapeutic impact, procedural safety, and clinical outcomes compared with patients aged 50–74 years.
Methods. We retrospectively analyzed 105 patients who underwent native kidney biopsy between 2022 and 2023, divided into two groups: 50–74 years and ≥75 years. The primary outcome was a composite of eGFR <30 mL/min/1.73 m², dialysis, and/or death.
Results. Patients aged ≥75 years more often presented with AKI as the biopsy indication (33% vs. 8.3%; p=0.007), lower serum albumin (3.0 vs. 3.6 g/dL; p=0.008), and lower serum C3 (1.03 vs. 1.20 g/L; p<0.001). Histopathological findings were comparable between groups, although chronic kidney damage was more frequent in the very elderly (28.6% vs. 7.1%; p=0.013). Biopsy-related complications did not differ significantly (12.2% vs. 14.1%; p=0.78), nor did treatment choice or adverse events. All-cause mortality was significantly higher in patients aged ≥75 years (log-rank p<0.001), with no differences in biopsy-related complications or treatment-related adverse events. Multivariable regression identified comorbidity burden as the only independent predictor of the primary outcome (Charlson Comorbidity Index: HR 1.22; 95% CI 1.01–1.50; p=0.048).
Conclusions. Advanced age did not influence therapeutic decisions or complication risk. In very elderly patients, greater frailty and higher mortality do not justify a less active approach based solely on chronological age, but support individualized management according to the underlying kidney disease and comorbidity burden.
Type
info:eu-repo/semantics/masterThesisCollections
- Laurea Magistrale [8032]

