IMPATTO CLINICO A LUNGO TERMINE DELL’OUTER RETINAL PINCHING E DELL’OUTER RETINAL EROSION NELLA CORIORETINOPATIA SIEROSA CENTRALE
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Author
Gaeta, Alessandro <2001>
Date
2026-06-19Data available
2026-06-25Abstract
Abstract
Background: Central serous chorioretinopathy (CSC) is a retinal and choroidal disorder
characterized by subretinal fluid accumulation and a heterogeneous clinical course, ranging from
resolution to recurrence or chronicity. OCT biomarkers may improve prognostic stratification.
Outer retinal erosion (ORE) and outer retinal pinching (ORP), detected at the angiographic leakage
site, may represent distinct disease phenotypes.
Purpose: To assess the long-term prognostic significance of ORE and ORP in patients with active
CSC treated with half-dose photodynamic therapy (HD-PDT).
Methods: This retrospective observational study included 127 eyes of 107 patients with active
CSC, classified at baseline as ORE (92 eyes) or ORP (35 eyes). Median follow-up was 5.1 years.
Main outcomes included recurrence, anatomical recovery, longitudinal best-corrected visual acuity
(BCVA), and cumulative number of HD-PDT sessions.
Results: Compared with ORE, ORP was associated with a more unstable clinical course, showing
higher recurrence risk, lower probability of anatomical recovery during active episodes, and worse
long-term functional outcome. At 10 years, predicted BCVA was 77.7 ETDRS letters in ORE eyes
and 69.0 letters in ORP eyes, corresponding to an adjusted difference of 8.7 letters. ORP eyes also
experienced more recurrences and required a higher number of HD-PDT sessions.
Conclusions: The ORE/ORP distinction has relevant clinical and prognostic value in CSC. ORP
identifies a subgroup of eyes with higher recurrence risk, slower anatomical recovery, greater
cumulative treatment burden, and poorer long-term visual outcome, supporting closer follow-up and
more individualized treatment strategies. Abstract
Background: La corioretinopatia sierosa centrale (CSC) è una patologia retino-coroideale
caratterizzata da accumulo di fluido sottoretinico e da un decorso clinico eterogeneo, che può
includere risoluzione, recidiva o cronicizzazione. In questo contesto, l’identificazione di
biomarcatori OCT predittivi può migliorare la stratificazione prognostica. L’outer retinal erosion
(ORE) e l’outer retinal pinching (ORP), osservabili nel sito di leakage angiografico, potrebbero
rappresentare due fenotipi distinti di malattia.
Obiettivo: Valutare il significato prognostico a lungo termine dei pattern ORE e ORP in pazienti
con CSC attiva trattati con terapia fotodinamica half-dose (HD-PDT).
Materiali e metodi: È stato condotto uno studio retrospettivo osservazionale su 127 occhi di 107
pazienti con CSC attiva, classificati al baseline in 92 occhi ORE e 35 occhi ORP. Il follow-up
mediano è stato di 5,1 anni. Gli outcome principali comprendevano recidiva, recupero anatomico,
andamento longitudinale della best-corrected visual acuity (BCVA) e numero cumulativo di sedute
HD-PDT.
Risultati: Rispetto all’ORE, l’ORP è risultato associato a un decorso più instabile, con maggiore
rischio di recidiva, minore probabilità di recupero anatomico durante gli episodi attivi e peggiore
evoluzione funzionale a lungo termine. A 10 anni, la BCVA predetta era di 77,7 lettere ETDRS
negli occhi ORE e di 69,0 lettere negli occhi ORP, con una differenza aggiustata di 8,7 lettere. Gli
occhi ORP hanno inoltre presentato più recidive e richiesto un maggior numero di sedute HD-PDT.
Conclusioni: La distinzione tra ORE e ORP ha rilevanza clinica e prognostica nella CSC. L’ORP
identifica un sottogruppo di occhi a maggiore rischio di recidiva, recupero anatomico più lento,
maggiore carico terapeutico e peggiore outcome visivo a lungo termine, supportando un follow-up
più stretto e strategie terapeutiche personalizzate.
Type
info:eu-repo/semantics/masterThesisCollections
- Laurea Magistrale [7523]

