Falce e Martello: Analisi semiotica di un simbolo politico dalle sue origini alla cultura dei meme.
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Autore
Caviglia, Sara <2001>
Data
2026-06-11Disponibile dal
2026-06-18Abstract
L'elaborato analizza le trasformazioni semantiche e culturali della Falce e Martello, uno dei simboli politici più riconoscibili del Novecento, osservandone l'evoluzione nei diversi contesti storici, artistici e mediali. Nato come emblema dell'ideologia comunista e dello Stato Sovietico, il simbolo ha progressivamente superato la propria funzione originaria, assumendo una dimensione iconica globale e diventando un dispositivo visivo capace di condensare valori, conflitti e immaginari legati al lavoro, alla rivoluzione e alla lotta di classe.
La ricerca si interroga sulla possibilità di attribuire alla Falce e Martello un significato stabile e univoco, sostenendo invece che il simbolo debba essere interpretato come un segno dinamico, soggetto a continui processi di risemantizzazione. Attraverso un approccio interdisciplinare che integra storia culturale, semiotica, storia dell'arte e media studies, il lavoro ricostruisce le principali trasformazioni del simbolo dal contesto sovietico alla cultura digitale contemporanea.
Il primo capitolo analizza la nascita della Falce e Martello come immagine politica e strumento propagandistico. Il secondo ne approfondisce il funzionamento semiotico e il rapporto tra immagine e ideologia. il terzo capitolo esamina la ricezione artistica del simbolo nel secondo Dopoguerra, soffermandosi sulle reinterpretazioni operate da artisti e movimenti legati alla Pop Art e all'arte impegnata. Il quarto capitolo, infine, studia la circolazione della Falce e Martello nella cultura dei meme, evidenziandone come le pratiche digitali di riuso e remix ne trasformino continuamente il significato.
L'analisi dimostra come la Falce e Martello continui a produrre senso grazie alla sua capacità di adattarsi e ridefinirsi nei differenti contesti culturali e comunicativi. The dissertation analyzes the semantic and cultural transformations of the Hammer and Sickle, one of the most recognizable political symbols of the twentieth century, examining its evolution across different historical, artistic, and media contexts. Originally created as an emblem of communist ideology and the Soviet State, the symbol gradually transcended its original function, acquiring a global iconic dimension and becoming a visual device capable of condensing values, conflicts, and imaginaries related to labor, revolution, and class struggle.
The research questions whether the Hammer and Sickle can be assigned a stable and univocal meaning, arguing instead that the symbol should be interpreted as a dynamic sign, subject to continuous processes of resemanticization. Through an interdisciplinary approach combining cultural history, semiotics, art history, and media studies, the dissertation reconstructs the main transformations of the symbol from the Soviet context to contemporary digital culture.
The first chapter analyzes the origin of the Hammer and Sickle as a political image and propagandistic tool. The second chapter examines its semiotic functioning and the relationship between image and ideology. The third chapter explores the artistic reception of the symbol in the postwar period, focusing on reinterpretations by artists and movements linked to Pop Art and politically engaged art. Finally, the fourth chapter investigates the circulation of the Hammer and Sickle within meme culture, highlighting how digital practices of reuse and remix continuously reshape its meaning.
The analysis demonstrates how the Hammer and Sickle continues to generate meaning through its capacity to adapt and redefine itself across different cultural and communicative contexts.
Tipo
info:eu-repo/semantics/masterThesisCollezioni
- Laurea Magistrale [7492]

