Accumulazione Primitiva e Lotta per i Beni Comuni: tra Estrattivismo nella Regione del Barroso e Regimi di Frontiera nelle Alpi
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Author
Sa Portela, Alexandre Miguel <1996>
Date
2026-06-09Data available
2026-06-11Abstract
Questa tesi compara due lotte situate nell’Europa contemporanea: la resistenza all’estrattivismo del litio nella regione del Barroso, nel nord del Portogallo, e le pratiche di solidarietà attorno al confine alpino tra Oulx, Claviere, Montgenèvre e Briançon. A partire da Silvia Federici, tratta l’accumulazione primitiva non come un’origine compiuta del capitalismo, ma come un processo continuo di enclosure, dispossession e riorganizzazione della riproduzione sociale. A partire da Mezzadra e Neilson, estende questa prospettiva ai regimi di confine, dove mobilità, legalità, sicurezza, tempo e accesso alla cura sono distribuiti in modo differenziale.
Nel Barroso, l’estrazione del litio è analizzata come una green enclosure: terre comuni, acqua, pratiche agro-silvo-pastorali, memoria e attaccamento affettivo sono trasformati in territorio minerario strategico in nome della transizione energetica. La resistenza è quindi letta non come NIMBYism, ma come commoning: la difesa della terra come relazione incommensurabile piuttosto che come mera risorsa. A Oulx, l’enclosure prende di mira la mobilità, lo status legale, la sicurezza corporea e la possibilità di stabilità. Il rifugio e le reti di solidarietà sono interpretati come fragili commons della riproduzione in transito, pur restando vulnerabili alla cooptazione umanitaria e statale.
Metodologicamente, la tesi propone un’antropologia filosofica situata, combinando note di campo, descrizione riflessiva, ricerca documentaria, materiali attivisti e interpretazione teorica. La comparazione è analogica piuttosto che equivalenziale: estrattivismo e bordering non sono la stessa cosa, ma entrambi rivelano la produzione contemporanea di frontiere da parte del capitalismo attraverso l’attacco ai commons, o la loro cattura. This thesis compares two situated struggles in contemporary Europe: resistance to lithium extractivism in the Barroso region of northern Portugal, and solidarity practices around the Alpine border between Oulx, Claviere, Montgenèvre, and Briançon. Drawing on Silvia Federici, it treats primitive accumulation not as a completed origin of capitalism, but as an ongoing process of enclosure, dispossession, and reorganization of social reproduction. Drawing on Mezzadra and Neilson, it extends this perspective to border regimes, where mobility, legality, safety, time, and access to care are differentially distributed.
In Barroso, lithium mining is analysed as a green enclosure: common lands, water, agro-sylvo-pastoral practices, memory, and affective attachment are transformed into strategic mineral territory in the name of the energy transition. Resistance is therefore read not as NIMBYism, but as commoning: the defence of land as an incommensurable relation rather than a mere resource. In Oulx, enclosure targets mobility, legal status, bodily safety, and the possibility of stability. The refuge and solidarity networks are interpreted as fragile commons of reproduction in transit, while also remaining vulnerable to humanitarian and state co-optation.
Methodologically, the thesis proposes a situated philosophical anthropology, combining field notes, reflexive description, documentary research, activist materials, and theoretical interpretation. The comparison is analogical rather than equivalential: extractivism and bordering are not the same, but both reveal contemporary capitalism’s production of frontiers through the attack on, or capture of, commons.
Type
info:eu-repo/semantics/masterThesisCollections
- Laurea Magistrale [7652]

