Povertà educativa: desiderare altri futuri.

View/ Open
Author
Petrosino, Paola <1996>
Date
2026-03-23Data available
2026-03-26Abstract
Il presente lavoro di tesi analizza il fenomeno della povertà educativa attraverso una lente pedagogica critica, sottraendolo a una visione meramente assistenziale o compensativa per restituirgli la sua natura di questione politica, relazionale e strutturale. In un’epoca segnata da crescenti disuguaglianze, la povertà educativa non si configura solo come una carenza di risorse materiali o un basso rendimento scolastico, ma come una limitazione sostanziale del diritto dei minori a sviluppare pienamente il proprio potenziale e a esercitare una cittadinanza attiva.
Assumendo come riferimenti teorici l’approccio delle capacità di Sen e Nussbaum e la pedagogia degli oppressi di Freire, la ricerca indaga la multidimensionalità del fenomeno, con un focus specifico sul nesso tra deprivazione e capacità di aspirare. Il lavoro sostiene che la povertà educativa agisca profondamente sulla sfera del desiderio, limitando l'agency dei giovani e la loro possibilità di immaginare futuri alternativi.
L’analisi si articola in un percorso che muove dall’inquadramento teorico e normativo — esaminando le politiche europee e i dati OCSE-Eurostat — per approdare alla dimensione territoriale, focalizzandosi sul caso di studio della città di Genova. Attraverso un’indagine empirica di natura qualitativa, basata sull’utilizzo di focus group con attori del contesto scolastico e territoriale, la ricerca esplora le percezioni, le rappresentazioni e le pratiche educative messe in campo per contrastare l'esclusione.
I risultati mirano a valorizzare modelli pedagogici innovativi, quali l’apprendimento cooperativo e la progettazione partecipata, evidenziando come la costruzione di una "comunità educante" coesa tra scuola, famiglia e territorio sia la condizione necessaria per trasformare le istituzioni in autentici spazi di emancipazione e per restituire ai soggetti la voce e il potere di trasformazione della propria realtà. This thesis analyzes the phenomenon of educational poverty through a critical pedagogical lens, moving beyond a merely welfare-based or compensatory perspective to redefine it as a political, relational, and structural issue. In an era marked by increasing inequalities, educational poverty is not simply a lack of material resources or low academic performance; rather, it represents a substantial limitation of the right of minors to fully develop their potential and exercise active citizenship.
Drawing on the theoretical frameworks of the Capability Approach by Sen and Nussbaum and the Pedagogy of the Oppressed by Freire, this research investigates the multidimensional nature of the phenomenon, with a specific focus on the link between deprivation and the "capacity to aspire." The study argues that educational poverty deeply affects the sphere of desire, constraining the agency of young people and their ability to imagine alternative futures.
The analysis moves from a theoretical and regulatory framework—examining European policies and OECD-Eurostat data—to a territorial dimension, focusing on the case study of the city of Genoa. Through a qualitative empirical investigation based on focus groups with actors from the school and local community, the research explores perceptions, representations, and educational practices implemented to counter exclusion.
The findings aim to highlight innovative pedagogical models, such as cooperative learning and participatory design, emphasizing how the construction of a cohesive "educating community" involving schools, families, and local networks is a necessary condition for transforming institutions into authentic spaces of emancipation and restoring to individuals the voice and power to transform their own reality.
Type
info:eu-repo/semantics/masterThesisCollections
- Laurea Magistrale [7402]

