Le barriere di confine come strumenti geopolitici: sovranità, sicurezza e trasformazione territoriale nel XXI secolo

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Author
El Deib, Sabrina <2000>
Date
2026-03-18Data available
2026-03-26Abstract
Questa tesi analizza la crescente proliferazione delle barriere fisiche di confine nel sistema internazionale contemporaneo ed esamina il loro significato geopolitico, territoriale e simbolico. Contrariamente alle aspettative diffuse negli anni Novanta secondo cui la globalizzazione avrebbe progressivamente ridotto l’importanza dei confini, gli sviluppi recenti mostrano una tendenza opposta: un numero crescente di muri, recinzioni e infrastrutture di sorveglianza viene costruito in diverse regioni del mondo.
Basandosi sui contributi della geografia politica e dei critical border studies, la ricerca interpreta le barriere di confine come strumenti geopolitici attraverso cui gli Stati affermano la propria sovranità, regolano la mobilità e organizzano l’ordine territoriale. Lo studio adotta un approccio qualitativo e comparativo e analizza sei casi studio: il confine tra Polonia e Bielorussia nella foresta di Białowieża, il berm marocchino nel Sahara Occidentale, il muro tra Stati Uniti e Messico, la recinzione tra India e Bangladesh, l’ex confine tra Germania Est e Germania Ovest e il parco transfrontaliero tra Italia e Svizzera.
L’analisi comparativa mostra che le barriere contemporanee svolgono funzioni che vanno oltre la semplice logica securitaria. Oltre a regolare la mobilità transfrontaliera, esse operano come dispositivi politici e simbolici che materializzano la sovranità, trasformano i paesaggi di confine e producono conseguenze sociali, umanitarie ed ecologiche.
I risultati suggeriscono che i confini non stanno scomparendo nell’era della globalizzazione. Piuttosto, nel XXI secolo essi si stanno trasformando in infrastrutture geopolitiche sempre più visibili attraverso cui gli Stati rispondono a preoccupazioni di sicurezza, tensioni geopolitiche e incertezze globali. This thesis examines the growing proliferation of physical border barriers in the contemporary international system and analyses their geopolitical, territorial, and symbolic significance. Contrary to earlier expectations that globalization would gradually reduce the importance of borders, recent developments reveal the opposite trend: an increasing number of walls, fences, and surveillance infrastructures are being constructed across different regions of the world.
Drawing on contributions from political geography and critical border studies, the research conceptualizes border barriers as geopolitical instruments through which states assert sovereignty, regulate mobility, and shape territorial order. The study adopts a qualitative comparative approach and analyses six case studies: the Poland–Belarus border in the Białowieża Forest, the Moroccan berm in Western Sahara, the United States–Mexico border wall, the India–Bangladesh border fence, the former East–West German border, and the transboundary park between Italy and Switzerland.
The comparative analysis demonstrates that contemporary border barriers perform multiple functions that extend beyond their immediate security rationale. In addition to regulating cross-border mobility, they operate as political and symbolic devices that materialize sovereignty, reshape border landscapes, and generate social, humanitarian, and ecological consequences.
The findings suggest that borders are not disappearing in the era of globalization. Rather, in the twenty-first century they are being transformed into increasingly visible geopolitical infrastructures through which states respond to security concerns, geopolitical tensions, and global uncertainty.
Type
info:eu-repo/semantics/masterThesisCollections
- Laurea Magistrale [7402]

