"Il limite umano: implicazioni filosofiche e pedagogiche".

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Author
Freda, Francesca <1997>
Date
2026-02-20Data available
2026-02-26Abstract
Il presente elaborato affronta una questione centrale del pensiero contemporaneo: la crescente difficoltà di pensare e abitare il limite. La società odierna appare infatti orientata verso un paradigma che tende a rimuovere la finitezza e la vulnerabilità umana, trasformando il limite in un ostacolo da superare o in una mancanza da colmare. In tale contesto, l’essere umano è spinto a percepirsi come illimitato e autosufficiente, secondo logiche che incidono profondamente sulla costruzione della soggettività, sulle relazioni e sul rapporto con il mondo.
La tesi sostenuta è che la rimozione del limite rappresenti una delle radici più profonde della crisi antropologica, culturale ed educativa contemporanea. L’elaborato analizza i principali processi attraverso cui il limite viene eluso — quali il transumanesimo, la pervasività delle tecnologie, il consumismo e le nuove forme di totalitarismo — mettendo in luce il loro impatto sulla configurazione dell’umano e del mondo.
In controtendenza rispetto a questa deriva, il lavoro propone un recupero del significato filosofico ed esistenziale del limite, inteso non come negazione dell’umano, ma come sua condizione costitutiva e generativa. Il limite emerge così come spazio di possibilità, entro cui può svilupparsi una comprensione autentica di sé, dell’altro e del mondo. In questa prospettiva, l’esperienza filosofica è assunta come luogo privilegiato di confronto con la finitezza, mentre sul piano educativo si delinea l’ipotesi di una pedagogia della finitezza, capace di promuovere responsabilità, cura e relazioni non competitive. Dal punto di vista metodologico, il lavoro intreccia riflessione filosofica e analisi pedagogica, ponendosi come contributo al ripensamento dell’umano e dell’educazione a partire dalla categoria del limite. This paper addresses a central issue of contemporary thought: the growing difficulty of recognising and living with limits. Today's society appears to be driven by a paradigm that tends to remove human finiteness and vulnerability, seen as obstacles to be overcome or as gaps to be filled. In this context, the human being is driven to perceive himself as unlimited and self-sufficient, according to a logic that profoundly affects the construction of subjectivity, relationships and connection with the world.
The thesis here argued is that the removal of the limit represents one of the deepest roots of the contemporary anthropological, cultural and educational crisis. The paper analyses the main processes through which limits are circumvented — such as transhumanism, the pervasiveness of technologies, consumerism and new forms of totalitarianism — highlighting their impact on the configuration of the human being and the world.
In contrast to this drift, the thesis proposes a recovery of the philosophical and existential meaning of the limit, understood not as a negation of the human, but as its constitutive and generative condition. The limit thus emerges as a space of possibility, within which an authentic understanding of oneself, of the other and of the world can develop. In this perspective, philosophical experience is assumed as a privileged place of confrontation with finiteness, while on the educational level the hypothesis of a pedagogy of finiteness is outlined, capable of promoting responsibility, care and non-competitive relationships. From a methodological point of view, the work intertwines philosophical reflection and pedagogical analysis, acting as a contribution to the rethinking of humanity and of education, fixing the acknowledgement of the limit as a new philosophical and anthropological starting point.
Type
info:eu-repo/semantics/masterThesisCollections
- Laurea Magistrale [6903]

