Achille a Sciro: un secolo di cross-dressing sulle scene operistiche
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Author
Ferrero, Elisa <2000>
Date
2025-03-28Data available
2025-04-03Abstract
La tesi esplora le diverse interpretazioni del mito di Achille a Sciro nel dramma per musica del Seicento e Settecento, concentrandosi sul tema del cross-dressing che caratterizza questo episodio fondamentale della giovinezza dell’eroe greco. Secondo il mito, Achille, travestito da donna su consiglio della madre Teti, si nasconde presso la corte di Licomede, re di Sciro, per sfuggire al suo destino di morte a Troia. Durante il suo soggiorno, Achille si innamora della principessa Deidamia e i due hanno una relazione, prima che Ulisse lo smascheri e lo convinca a partire per la guerra. L’analisi si concentra sulle implicazioni di genere e sul fenomeno del travestitismo, inserendo l'episodio mitologico in un contesto storico e culturale caratterizzato da un'insicurezza riguardo alla distinzione tra maschile e femminile. Nel Seicento e Settecento, infatti, il dramma per musica diventa un terreno di sperimentazione per l’ambiguità di genere, anche attraverso l'uso dei cantanti castrati, dei ruoli en travesti e di personaggi che si travestono per nascondere la propria identità. L’analisi si concentra su quattro opere che trattano il mito di Achille a Sciro: la Finta pazza (1641) di Giulio Strozzi e Francesco Sacrati, la Tetide in Sciro (1712) di Carlo Sigismondo Capece e Domenico Scarlatti, l'Achille in Sciro (1736) di Pietro Metastasio e Antonio Caldara, e la Deidamia (1741) di Paolo Rolli e Georg Friedrich Händel. Ciascuna opera è esaminata in relazione al contesto storico, sociale e musicale in cui è stata prodotta, nonché alla raffigurazione delle tematiche di genere nel personaggio di Achille. La Finta pazza presenta una lettura giocosa e carnascialesca del travestimento; la Tetide in Sciro esplora l'ambiguità attraverso due personaggi travestiti; l'Achille in Sciro offre una visione più tragica; la Deidamia ci restituisce la leggerezza con cui il percorso di Achille era iniziato. This thesis explores various interpretations of the myth of Achilles in Scyros within the context of seventeenth- and eighteenth-century drama per musica, focusing on the theme of cross-dressing in this key episode of the Greek hero's youth. According to the myth, Achilles, disguised as a woman on the advice of his mother Thetis, hides at the court of Lycomedes, king of Scyros, to avoid the fate of death awaiting him at Troy. During his stay, Achilles falls in love with the princess Deidamia, and the two have a relationship before Ulysses uncovers the hero's identity and convinces him to go to war. The analysis delves into gender implications and the phenomenon of cross-dressing, placing the mythological episode in a historical and cultural context marked by insecurity regarding the distinction between the masculine and the feminine. In the seventeenth and eighteenth centuries, opera became a field for experimenting with gender ambiguity, including the use of castrati singers, en travesti roles, and characters disguising their true identity.The study examines four works based on the myth of Achilles in Scyros: La Finta pazza (1641) by Giulio Strozzi and Francesco Sacrati, La Tetide in Sciro (1712) by Carlo Sigismondo Capece and Domenico Scarlatti, L'Achille in Sciro (1736) by Pietro Metastasio and Antonio Caldara, and Deidamia (1741) by Paolo Rolli and Georg Friedrich Händel. Each opera is analyzed in relation to the historical, social, and musical context of its production, as well as the representation of gender themes in Achilles' character. La Finta pazza presents a playful and carnivalesque reading of cross-dressing; Tetide in Sciro explores ambiguity through two disguised chacacters; Achille in Sciro offers a more tragic vision; Deidamia gives us back the levity with which Achilles’ journey had begun.
Type
info:eu-repo/semantics/masterThesisCollections
- Laurea Magistrale [5638]