Allo specchio della storia: tre decenni di battaglie di memoria nella Lituania indipendente (1991-2024)

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Author
Tallone, Simone <1981>
Date
2025-03-27Data available
2025-04-03Abstract
L’oggetto di questa ricerca riguarda le trasformazioni della memoria pubblica in Lituania a partire dall’indipendenza dall’Unione Sovietica del 1991 e fino al 2024. La tesi prende in considerazione il discorso pubblico, le leggi, le controversie storiografiche che hanno portato a una rilettura degli eventi della Seconda guerra mondiale e dell’immediato dopoguerra (in particolar modo le deportazioni e la guerra di resistenza contro i sovietici e il collaborazionismo all’Olocausto), nel tentativo di trovare e imporre un’identità del Paese a livello europeo. La mia analisi inizia dagli anni più recenti, da una partecipazione vicaria alla guerra di Ucraina da parte dello stato baltico che ha innescato politiche sui monumenti e sulla toponomastica dei centri urbani, per passare in rassegna quelli che sono stati, a partire dal 1991, i punti fondamentali per la formazione di una memoria collettiva: l’istituzione di centri di ricerca che certificassero una storia ufficiale, una legge sul negazionismo che non riguardasse solo la Shoah, ma anche le violenze sovietiche che, nel codice penale lituano, in alcuni casi, potevano prevedere una condanna per genocidio. La richiesta di riconoscimento di uno status di vittima di genocidio (sovietico) fa i conti con l’ampia partecipazione dei lituani allo sterminio ebraico, che invece si vuole mitigare: il tentativo di conciliare i due aspetti è dato dalla “tesi del doppio genocidio”, teoria che renderebbe i lituani un po’ meno colpevoli e gli ebrei un po’ meno vittime. The subject of this research concerns the transformations of public memory in Lithuania in the period between independence from the Soviet Union in 1991 and 2024. The thesis considers the public discourse, juridical and historiographical controversies that led to a reinterpretation of the events of the Second World War and the immediate post-war period (especially the deportations and the war of resistance against the Soviets and collaborationism in the Holocaust), to find and impose an identity for the country on a European level. My analysis starts from the most recent years, with the Baltic state’s vicarious participation in the war in Ukraine, which led to policies on monuments and the toponymy of urban centres, to review what have been, since 1991, the fundamental points for the formation of a collective memory: the establishment of research centres certifying an official history, a law on denialism that did not only concern the Shoah, but also Soviet violence, which, in the Lithuanian penal code, in some cases, could provide for a sentence of genocide. The demand for recognition of a (Soviet) genocide victim status comes to terms with the extensive participation of Lithuanians in the Jewish extermination, which instead is intended to be mitigated: the attempt to reconcile the two aspects is given by the ‘double genocide thesis’, a theory that would make Lithuanians a little less guilty and Jews a little less victims.
Type
info:eu-repo/semantics/masterThesisCollections
- Laurea Magistrale [5638]