LA QUALIFICAZIONE DELLA VIOLENZA SESSUALE NEL DIRITTO PENALE INTERNAZIONALE: TRA CRIMINI CONTRO L’UMANITÀ E CRIMINI DI GUERRA.
Author
Mornelli, Nina <2005>
Date
2026-07-07Data available
2026-07-09Abstract
La presente tesi analizza la qualificazione della violenza sessuale nel diritto penale internazionale, con particolare riferimento alla sua configurazione come crimine contro l’umanità e come crimine di guerra. Per lungo tempo tali condotte sono rimaste ai margini della repressione internazionale, venendo ricondotte a fattispecie più generali, quali la tortura, i trattamenti inumani o le offese alla dignità personale. A partire dagli anni Novanta, grazie all’attività dei tribunali penali internazionali per l’ex Jugoslavia e per il Ruanda e, successivamente, all’adozione dello Statuto di Roma della Corte penale internazionale, la violenza sessuale ha ottenuto un progressivo riconoscimento come categoria autonoma di crimini internazionali.
Attraverso l’analisi delle principali fonti normative e della più significativa giurisprudenza internazionale, il lavoro ricostruisce l’evoluzione che ha portato all’attuale disciplina di tali condotte. Dopo un inquadramento generale del diritto penale internazionale, delle sue fonti e del principio della responsabilità penale individuale, l’attenzione si concentra sui crimini contro l’umanità e sui crimini di guerra, esaminandone gli elementi costitutivi e i presupposti applicativi.
Particolare rilievo è attribuito alla progressiva tipizzazione della violenza sessuale e ai requisiti necessari per la sua qualificazione nelle due categorie di crimini internazionali, evidenziandone analogie e differenze. L’analisi mostra come la violenza sessuale non rappresenti una conseguenza accidentale dei conflitti armati o delle situazioni di crisi, ma una pratica spesso impiegata in modo deliberato e sistematico. Il suo riconoscimento nel diritto penale internazionale costituisce pertanto un importante progresso nella tutela delle vittime e nell’affermazione dei principi di dignità umana e giustizia internazionale. This thesis examines the legal qualification of sexual violence in international criminal law, with particular reference to its characterization as a crime against humanity and as a war crime. For a long time, such conduct remained on the margins of international criminal prosecution and was often subsumed under broader categories, such as torture, inhuman treatment, or outrages upon personal dignity. From the 1990s onwards, through the work of the International Criminal Tribunals for the former Yugoslavia and for Rwanda and the subsequent adoption of the Rome Statute of the International Criminal Court, sexual violence progressively gained recognition as an autonomous category of international crimes.
Through an analysis of the main legal sources and the most significant international case law, this study reconstructs the evolution that led to the current legal framework governing such conduct. Following a general overview of international criminal law, its sources, and the principle of individual criminal responsibility, the thesis examines crimes against humanity and war crimes, focusing on their constitutive elements and legal requirements.
Particular attention is devoted to the progressive codification of sexual violence and to the conditions required for its qualification within these two categories of international crimes, highlighting both similarities and differences. The analysis demonstrates that sexual violence should not be regarded as an incidental consequence of armed conflicts or crises, but rather as a practice often employed in a deliberate and systematic manner. Its recognition under international criminal law therefore represents a significant advancement in the protection of victims and in the promotion of human dignity and international justice.
Type
info:eu-repo/semantics/bachelorThesisCollections
- Laurea Triennale [4699]

