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dc.contributor.advisorFortunati, Maura <1958>
dc.contributor.authorSpanu, Irene <2001>
dc.date.accessioned2026-07-09T14:19:56Z
dc.date.available2026-07-09T14:19:56Z
dc.date.issued2026-07-07
dc.identifier.urihttps://unire.unige.it/handle/123456789/15943
dc.description.abstractIl presente lavoro di tesi propone un’analisi storico-giuridica della pena di morte, intesa non come mero dato biologico o istituto immutabile, ma come sofisticata costruzione culturale e specchio del grado di civiltà di ogni epoca. L’indagine si sviluppa attorno al paradosso fondamentale del diritto penale, oscillante tra "tecnica del terrore" finalizzata all'eliminazione del reo e "tecnica di coesistenza sociale" orientata alla riparazione e al recupero. Il primo capitolo esplora le radici del diritto di punire attraverso l'evoluzione del concetto di alterità: dal paradigma dell'homo homini lupus – in cui il criminale è una bestia o un nemico da estirpare per la salvezza del corpo sociale (visione radicata nel pensiero aristotelico, tomista e rousseauiano) – all'homo homini frater, che introduce la progressiva umanizzazione del reo. Viene inoltre esaminata la progressiva centralizzazione del potere di punire, analizzando l'uso politico e spettacolare del supplizio pubblico nel contesto pre-moderno e medievale. Il secondo capitolo si concentra sulla frattura ideologica determinata dall'Illuminismo. Attraverso il contributo cardine di Cesare Beccaria, la pena capitale viene privata della sua aura sacrale e ridefinita secondo logiche di utilità e proporzionalità. Il dibattito viene arricchito dal confronto tra le dottrine utilitariste anglosassoni (Bentham, Paley) e il rigido retribuzionismo etico di Kant. Il terzo capitolo mappa l’eredità del pensiero abolizionista nell’Italia post-unitaria, scontratasi con le resistenze della Restaurazione e le tesi di difesa sociale della Scuola Positiva. Dopo la regressione autoritaria del periodo fascista , la tesi approda alla contemporaneità: da un lato analizza il modello costituzionale italiano fondato sul rifiuto della violenza legale, dall'altro esamina l'American exceptionalism statunitense, dove la parcellizzazione burocratica dell'esecuzione mira a rendere "costituzionale" e accettabile l'artificio del patibolo.it_IT
dc.description.abstractThis thesis offers a historical-legal analysis of the death penalty, understood not as a mere biological fact or an immutable institution, but as a sophisticated cultural construct and a mirror of the degree of civilization of any given era. The investigation develops around the fundamental paradox of criminal law, which vacillates between a ‘technique of terror’ aimed at eliminating the offender and a ‘technique of social coexistence’ oriented toward reparation and rehabilitation. The first chapter explores the roots of the right to punish through the evolution of the concept of alterity: from the paradigm of homo homini lupus—in which the criminal is viewed as a beast or an enemy to be eradicated for the salvation of the social body (a vision rooted in Aristotelian, Thomistic, and Rousseauian thought)—to homo homini frater, which introduces the progressive humanization of the offender. Furthermore, it examines the gradual centralization of the power to punish, analyzing the political and spectacular use of public torture and execution (supplizio) within the pre-modern and medieval context. The second chapter focuses on the ideological rupture brought about by the Enlightenment. Through the pivotal contribution of Cesare Beccaria, capital punishment is stripped of its sacred aura and redefined according to the logics of utility and proportionality. The debate is enriched by contrasting Anglo-Saxon utilitarian doctrines (Bentham, Paley) with Kant’s rigid ethical retributionism. The third chapter maps the legacy of abolitionist thought in post-unification Italy, which clashed with the resistance of the Restoration and the social defense theories of the Positive School. Following the authoritarian regression of the Fascist period, the thesis arrives at the contemporary era: on one hand, it analyzes the Italian constitutional model founded on the rejection of legal violence; on the other, it examines American exceptionalism, where the bureaucratic compartmentalizationen_UK
dc.language.isoit
dc.rightsinfo:eu-repo/semantics/openAccess
dc.titleL'artificio del patibolo: genealogia della morte come pena e delle sue maschere giuridicheit_IT
dc.title.alternativeThe Artifice of the Gallows: A Genealogy of Death as Punishment and its Legal Masksen_UK
dc.typeinfo:eu-repo/semantics/masterThesis
dc.subject.miurIUS/19 - STORIA DEL DIRITTO MEDIEVALE E MODERNO
dc.subject.miurIUS/19 - STORIA DEL DIRITTO MEDIEVALE E MODERNO
dc.publisher.nameUniversità degli studi di Genova
dc.date.academicyear2025/2026
dc.description.corsolaurea7995 - GIURISPRUDENZA
dc.description.area1 - GIURISPRUDENZA
dc.description.department100013 - DIPARTIMENTO DI GIURISPRUDENZA


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