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La didattica laboratoriale per l'inclusione all'interno della realtà genovese dei Poli R.E.S.
| dc.contributor.advisor | Pennazio, Valentina <1977> | |
| dc.contributor.advisor | Cersosimo, Rita <1996> | |
| dc.contributor.author | Di Luca, Valeria <2002> | |
| dc.date.accessioned | 2026-06-11T14:13:51Z | |
| dc.date.available | 2026-06-11T14:13:51Z | |
| dc.date.issued | 2026-06-03 | |
| dc.identifier.uri | https://unire.unige.it/handle/123456789/15784 | |
| dc.description.abstract | Il presente lavoro si pone l’obiettivo di analizzare una realtà didattica concreta e consolidata, sviluppatasi esclusivamente nel contesto della città di Genova: il Progetto Polo Risorse Educative Speciali. Si tratta di un modello educativo volto all’inclusione degli alunni con pluridisabilità all’interno del sistema scolastico statale. Tale progetto si distingue dal passato per l’importanza che viene assegnata alla dimensione relazionale, che rappresenta, in poche parole, tutto il suo essere. Lo studio pone al centro un elemento cardine: la didattica laboratoriale nell’ambito delle pluridisabilità. La prima parte dell’elaborato presenta un’impostazione teorica, fondata sull'analisi della letteratura, della normativa in materia di inclusione e della didattica laboratoriale come learning by doing. Per comprendere appieno tale realtà, è stata condotta un'osservazione sul campo presso alcuni istituti aderenti, al fine di coglierne gli aspetti operativi più significativi. La seconda parte del lavoro si concentra invece sulla risoluzione di specifici quesiti: la didattica laboratoriale può essere considerata un efficace strumento di inclusione? E in caso affermativo, produce benefici per la totalità degli alunni? Per rispondere a tali interrogativi sono state interpellate diverse figure che operano quotidianamente all’interno del Progetto Polo: dalla referente della rete "Non Uno Di Meno" ai docenti della scuola primaria e secondaria di primo grado, fino ad ascoltare la voce più importante: quella degli alunni di un istituto comprensivo. Grazie alla somministrazione di mirati quesiti, si è giunti alla conclusione che le attività laboratoriali progettate, non solo riscuotono un forte apprezzamento da parte dei bambini, ma apportano benefici tangibili sotto molteplici profili. La parte conclusiva del lavoro verte su un progetto applicativo personale, frutto di un intenso anno di osservazione ed esperienza diretta. | it_IT |
| dc.description.abstract | This paper aims to analyze a concrete and consolidated educational model developed exclusively within the city of Genoa: the Special Educational Resources (Polo R.E.S.). This is an educational model aimed at the inclusion of students with multiple disabilities within the state school system. This project stands out from the past for its emphasis on the relational dimension, which, in short, represents its entire being. The study focuses on a key element: laboratory teaching in the context of multiple disabilities. The first part of the paper presents a theoretical approach, based on an analysis of the literature, inclusion legislation, and laboratory teaching as learning by doing. To fully understand this model, field observations were conducted at several participating schools to capture its most significant operational aspects.The second part of the work focuses instead on solving specific questions: can laboratory teaching be considered an effective tool for inclusion? And if so, does it produce benefits for all students? To answer these questions, several figures who work daily within the Polo Project were consulted:from the "Non Uno Di Meno" network representative to primary and lower secondary school teachers, to listening to the most important voice: that of the students of a comprehensive school. Through targeted questions,it was concluded that the planned workshop activities not only receive strong appreciation from children, but also bring tangible benefits in many ways. The final part of the work focuses on a personal application project, the result of an intense year of observation and direct experience. The implementation of a co-design confirmed the evidence that emerged from the theoretical phase. | en_UK |
| dc.language.iso | it | |
| dc.rights | info:eu-repo/semantics/restrictedAccess | |
| dc.title | La didattica laboratoriale per l'inclusione all'interno della realtà genovese dei Poli R.E.S. | it_IT |
| dc.title.alternative | Lab. teaching for inclusion within the Genoese local examples of special educational resources (Polo R.E.S.) | en_UK |
| dc.type | info:eu-repo/semantics/masterThesis | |
| dc.subject.miur | M-PED/03 - DIDATTICA E PEDAGOGIA SPECIALE | |
| dc.publisher.name | Università degli studi di Genova | |
| dc.date.academicyear | 2025/2026 | |
| dc.description.corsolaurea | 9322 - SCIENZE DELLA FORMAZIONE PRIMARIA | |
| dc.description.area | 5 - SCIENZE DELLA FORMAZIONE | |
| dc.description.department | 100014 - DIPARTIMENTO DI SCIENZE DELLA FORMAZIONE |
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Laurea Magistrale [7492]

