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dc.contributor.advisorNatalizi, Marco <1963>
dc.contributor.advisorBeri, Emiliano <1977>
dc.contributor.authorIbrahimi, Franc <1995>
dc.date.accessioned2026-03-19T14:15:52Z
dc.date.available2026-03-19T14:15:52Z
dc.date.issued2026-03-12
dc.identifier.urihttps://unire.unige.it/handle/123456789/15055
dc.description.abstractIl presente elaborato analizza la Resistenza albanese tra il 1942 e il 1945, interpretandola non solo come guerra di liberazione contro l’occupazione nazifascista, ma anche come progressiva trasformazione in guerra civile e momento fondativo del nuovo Stato socialista. A partire dalla Conferenza di Peza del 1942, il lavoro ricostruisce la nascita delle prime strutture unificate della resistenza, la creazione del Consiglio di Liberazione Nazionale e dello Stato Maggiore, evidenziando il crescente ruolo del Partito Comunista Albanese. Particolare attenzione è dedicata al rapporto tra dimensione militare e mobilitazione civile. La Resistenza albanese si caratterizzò infatti per un marcato orientamento militarizzato, ma la sua sopravvivenza dipese in larga misura dal sostegno della popolazione, dall’organizzazione dei Consigli di Liberazione, dalla gestione delle risorse e dal controllo del territorio. La guerra non fu soltanto scontro armato, ma anche costruzione politica, propaganda e competizione per il consenso. L’elaborato approfondisce inoltre il fallimento dei tentativi di collaborazione tra il Fronte di Liberazione Nazionale e il Fronte Nazionale, in particolare attraverso l’analisi dell’Accordo di Mukje e della sua rottura, passaggio decisivo che segnò l’avvio di una vera e propria guerra civile. In questo contesto si esamina il ruolo degli Alleati, soprattutto britannici, e le ambiguità della loro politica in Albania. Attraverso lo studio delle fonti archivistiche albanesi e delle testimonianze britanniche, la ricerca dimostra come il successo del Fronte di Liberazione Nazionale non derivò esclusivamente dalla superiorità militare, ma dalla capacità di presentarsi come unico interprete dell’unità nazionale e di costruire, già durante il conflitto, le basi istituzionali del futuro governo. La Seconda guerra mondiale rappresentò così per l’Albania non solo una fase di liberazione, ma l’origine di un nuovo assetto politico destinato a plasmare il paese.it_IT
dc.description.abstractThis thesis analyzes the Albanian Resistance between 1942 and 1945, interpreting it not only as a war of liberation against the Nazi-Fascist occupation, but also as a gradual transformation into a civil war and a foundational moment for the new socialist state. Starting from the Conference of Peza in 1942, the study reconstructs the emergence of the first unified structures of the resistance, the creation of the National Liberation Council and the General Staff, highlighting the growing leadership role of the Albanian Communist Party. Particular attention is devoted to the relationship between the military dimension and civilian mobilization. The Albanian Resistance was characterized by a marked militarized orientation, yet its survival largely depended on popular support, the organization of the Liberation Councils, the management of resources, and the control of territory. The war was not only an armed conflict, but also a process of political construction, propaganda, and competition for consensus. The thesis also examines the failure of attempts at collaboration between the National Liberation Front and the National Front, particularly through the analysis of the Mukje Agreement and its breakdown, a decisive turning point that marked the beginning of a true civil war. In this context, the role of the Allies, especially the British, and the ambiguities of their policy in Albania are explored. Through the study of Albanian archival sources and British testimonies, the research demonstrates that the success of the National Liberation Front did not derive solely from military superiority, but from its ability to present itself as the sole interpreter of national unity and to build, already during the conflict, the institutional foundations of the future government. The Second World War thus represented for Albania not only a phase of liberation, but the origin of a new political order destined to shape the country for over four decades.en_UK
dc.language.isoit
dc.rightsinfo:eu-repo/semantics/openAccess
dc.titleLa Resistenza albanese (1942–1945): dalla guerra di liberazione alla guerra civileit_IT
dc.title.alternativeThe Albanian Resistance (1942–1945): From the War of Liberation to the Civil Waren_UK
dc.typeinfo:eu-repo/semantics/masterThesis
dc.subject.miurM-STO/03 - STORIA DELL'EUROPA ORIENTALE
dc.publisher.nameUniversità degli studi di Genova
dc.date.academicyear2024/2025
dc.description.corsolaurea9917 - SCIENZE STORICHE
dc.description.area4 - LETTERE E FILOSOFIA
dc.description.department100016 - DIPARTIMENTO DI ANTICHITÀ, FILOSOFIA E STORIA


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