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La devianza nell’era digitale: una prospettiva sociologica sull’impatto di internet e dei social media.

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tesi36785904.pdf (448.0Kb)
Author
Civetta, Lorenzo <2002>
Date
2026-02-20
Data available
2026-02-26
Abstract
La presente tesi si propone di analizzare il rapporto tra devianza e tecnologia, concentrandosi sulle trasformazioni che i processi comunicativi digitali producono nei meccanismi di definizione, percezione e controllo dei comportamenti devianti. In questa prospettiva, la devianza viene interpretata come un fenomeno socialmente costruito, il cui significato emerge dall’interazione tra individui, gruppi e contesti culturali, piuttosto che una qualità intrinseca degli atti o dei soggetti coinvolti. Il lavoro adotta un approccio teorico di tipo sociologico, facendo riferimento ai principali contributi classici e contemporanei della sociologia della devianza, con particolare attenzione alle teorie della reazione sociale e dell’etichettamento. Tali cornici interpretative consentono di leggere le nuove manifestazioni della devianza digitale come esito di processi relazionali, simbolici e comunicativi, nei quali il ruolo dei media, delle piattaforme digitali e delle dinamiche di visibilità assume un’importanza centrale. In questo senso, il digitale non rappresenta soltanto uno spazio di trasgressione, ma anche un ambiente in cui si rafforzano forme di controllo sociale informale, spesso esercitate attraverso pratiche di esposizione, stigmatizzazione e sorveglianza diffusa. L’elaborato si colloca all’incrocio tra riflessione teorica e analisi di fenomeni sociali emergenti. Accanto all’inquadramento concettuale, vengono infatti presi in esame alcuni casi emblematici di devianza nello spazio digitale, quali il cyberbullismo, il sexting, le subculture online e i movimenti che normalizzano o glorificano comportamenti autodistruttivi. Questi fenomeni vengono analizzati non solo in termini di trasgressione delle norme, ma anche come espressioni di bisogni identitari, dinamiche di appartenenza e processi di riconoscimento sociale, spesso amplificati dalle specificità del contesto digitale.
 
This thesis aims to analyze the relationship between deviance and technology, focusing on the transformations that digital communication processes produce in the mechanisms for defining, perceiving, and controlling deviant behaviors. From this perspective, deviance is interpreted as a phenomenon socially constructed, the meaning of which emerges from the interaction between individuals, groups and cultural contexts, rather than an intrinsic quality of the acts or subjects involved. The work adopts a theoretical approach of a sociological type, referring to the main classical and contemporary contributions of the sociology of deviance, with particular attention to theories of social reaction and labeling. Such frames interpretative allow us to read the new manifestations of digital deviance as the outcome of relational, symbolic and communicative processes, in which the role of the media, of digital platforms and visibility dynamics takes on central importance. In this sense, digital does not only represent a space of transgression, but also an environment in which forms of informal social control are strengthened, often exercised through practices of exposure, stigmatization and widespread surveillance. The paper is located at the crossroads between theoretical reflection and analysis of phenomena emerging social. Alongside the conceptual framework, they are in fact taken in I examine some emblematic cases of deviance in the digital space, such as cyberbullying, sexting, online subcultures, and movements that normalize or glorify self-destructive behaviors. These phenomena are analysed not only in terms of transgression of norms, but also as expressions of identity needs, dynamics of belonging and processes of social recognition, often amplified by specificities of the digital context.
 
Type
info:eu-repo/semantics/bachelorThesis
Collections
  • Laurea Triennale [4361]
URI
https://unire.unige.it/handle/123456789/14842
Metadata
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