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Testimonianze di attività produttive nella Cittadella altomedievale di Luni: un approccio archeometrico tramite XRF

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tesi36766903.pdf (3.532Mb)
Author
Pastorino, Matilde <2003>
Date
2026-02-18
Data available
2026-02-26
Abstract
Il tema centrale di questo elaborato riguarda la caratterizzazione chimica di scorie da lavorazione rinvenute in alcuni livelli stratigrafici oggetto di scavo presso la Cittadella altomedievale di Luni (SP). Ottenute queste informazioni l’obbiettivo è stato quello di ipotizzare la tipologia di produzione dalla quale le scorie stesse sono derivate. Dopo una descrizione storiografica della colonia romana e della sua evoluzione tra il V e il XIII secolo d.C., è stato descritto il funzionamento di una tecnica diagnostica, non invasiva e non distruttiva, tra le più diffuse nell’ambito dei beni culturali: la fluorescenza a raggi X a dispersione di energia (ED-XRF). A seguito dell’analisi spettrale, che ha messo in evidenza la composizione chimica delle scorie indagate, possiamo affermare che gli elementi maggioritari sono: silicio, potassio, calcio, titanio, manganese e ferro. La loro presenza non risulta essere insolita, in quanto essi sono gli elementi costituenti della crosta terrestre, e di conseguenza sono alla base di tutti i minerali utilizzati nelle diverse lavorazioni. Sicuramente più interessante, ma più difficile da studiare, è la presenza degli elementi in traccia come: l’alluminio, il cromo, il rame, lo zinco, il rubidio e lo stronzio. La presenza di questi elementi può far ricadere le ipotesi su due tipologie principali di arti del fuoco: quella ceramica e quella vetrosa. Sono da escludere, quasi con certezza, che si trattino di resti di cicli relativi alla produzione di leghe di rame, stagno e piombo, dato che nessuno di questi elementi è stato identificato e potrebbero non trattarsi neanche di resti derivanti dalla lavorazione del ferro poiché, in epoca altomedievale, non si era soliti fondere questo metallo. Ulteriore analisi chimico-mineralogiche, anche invasive, potrebbero consentire una migliore identificazione dei relativi processi produttivi.
 
The central theme of this thesis concerns the chemical characterization of processing slag found in several stratigraphic levels excavated at the early medieval Citadel of Luni (SP). Once this information was obtained, the objective was to hypothesize the type of production from which the slag originated. After a historiographical description of the Roman colony and its evolution between the 5th and 13th centuries AD, the operation of a non-invasive and non-destructive diagnostic technique, among the most widely used in the cultural heritage field, was described: energy-dispersive X-ray fluorescence (ED-XRF). Following the spectral analysis, which highlighted the chemical composition of the slag investigated, we can state that the major elements are: silicon, potassium, calcium, titanium, manganese, and iron. Their presence appears to be not unusual, as they are the constituent elements of the Earth's crust and consequently form the basis of all the minerals used in the various processes. Certainly more interesting, but more difficult to study, is the presence of trace elements such as aluminum, chromium, copper, zinc, rubidium, and strontium. The presence of these elements suggests two main types of fire arts: ceramic and glass. It is almost certain that these are not the remnants of production cycles involving copper, tin, and lead alloys, as none of these elements have been identified. Nor may they be remnants from iron processing, as smelting this metal was not common in the early Middle Ages. Further chemical and mineralogical analyses, even invasive ones, could allow for a better identification of the relevant production processes.
 
Type
info:eu-repo/semantics/bachelorThesis
Collections
  • Laurea Triennale [4361]
URI
https://unire.unige.it/handle/123456789/14834
Metadata
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