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Urgenze esofagee: audit del trattamento in una casistica di dieci anni in ASL2

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tesi36572903.pdf (2.408Mb)
Author
Roveta, Sara <1984>
Date
2026-01-27
Data available
2026-02-12
Abstract
Introduzione: Le lesioni dell'esofago rappresentano una condizione clinica potenzialmente letale. Un trattamento tempestivo e appropriato è il fattore prognostico più importante. Purtroppo, a causa della rarità di queste condizioni, la maggior parte dei clinici avrà una esperienza personale limitata nella loro gestione. Metodi: Abbiamo eseguito una ricerca bibliografica per ottenere risultati successivi alla pubblicazione delle Linee guida WSES del 2019, documento di riferimento per la gestione di questa patologia. È stato poi condotto uno studio descrittivo retrospettivo su 20 pazienti giunti alla nostra attenzione presso l’ASL2 savonese negli ultimi 10 anni. Risultati: Del totale dei nostri 20 pazienti, 18 erano affetti da perforazione esofagea. L’etiologia più frequente è stata l’ingestione di sostanze caustiche. 4 Pazienti sono stati sottoposti ad intervento chirurgico di laparoscopia esplorativa ed 1 a laparatomia esplorativa (per pregressa gastrectomia con accesso xifopubico). I riscontri intraoperatori hanno imposto un atteggiamento chirurgico di damage control surgery (esofagectomia subtotale, gastrectomia totale, esofagostomia cervicolaterale sinistra e digiunostomia alimentare) con successivo intervento di coloplastica ricostruttiva e ripresa dell’esclusiva alimentazione per os. Gli unici decessi della nostra casistica riguardano 2 pazienti con assunzione di caustici a scopo anticonservativo con severo danno esofagogastrico ed exitus nell’immediato perioperatorio. Tutti i Pazienti affetti da sindrome di Boerhaave sono stati trattati con raffia per via laparoscopica, con precoce ripresa dell’alimentazione per os e dimissione a domicilio. Conclusione: L’approccio mininvasivo alle perforazioni dell’esofago è sicuro e riproducibile, se eseguito da chirurghi con adeguata formazione nella chirurgia esofago-gastrica ed esperienza nella tecnica laparoscopica.
 
Introduction: Esophageal injuries represent a potentially life-threatening clinical condition. Timely and appropriate treatment is the most important prognostic factor. Unfortunately, due to the rarity of these conditions, most clinicians will have limited personal experience in their management. Methods: We conducted a literature search to obtain results following the publication of the 2019 WSES Guidelines, which serve as the reference document for the management of this disease. A retrospective descriptive study was then conducted on 20 patients who were seen at our institution (ASL2 Savona) over the past 10 years. Results: Of our total of 20 patients, 18 were affected by esophageal perforation. The most frequent etiology was caustic substance ingestion. Four patients underwent exploratory laparoscopic surgery and one underwent exploratory laparotomy (due to previous gastrectomy with xipho-pubic access). Intraoperative findings required a surgical approach of damage control surgery (subtotal esophagectomy, total gastrectomy, left cervicothoracic esophagostomy, and feeding jejunostomy) followed by reconstructive coloplasty surgery and the resumption of exclusive oral feeding. The only deaths in our series involved 2 patients who had ingested caustic substances for anti-conservative purposes, resulting in severe esophagogastric damage and perioperative death. All patients with Boerhaave's syndrome were treated with laparoscopic repair, with early resumption of oral feeding and discharge home. Conclusion: The minimally invasive approach to esophageal perforations is safe and reproducible when performed by surgeons with adequate training in esophagogastric surgery and experience in laparoscopic techniques.
 
Type
info:eu-repo/semantics/doctoralThesis
Collections
  • Scuola di Specializzazione [548]
URI
https://unire.unige.it/handle/123456789/14671
Metadata
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