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Imaging avanzato nella pielonefrite acuta in età pediatrica: ruolo della risonanza magnetica con sequenze T2 pesate e in diffusione (RM T2+DWI) e dell’ecografia con mezzo di contrasto (CEUS)

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tesi36572911.pdf (973.6Kb)
Author
Exacoustos, Ottavia <1994>
Date
2026-01-26
Data available
2026-02-05
Abstract
Febrile urinary tract infections represent one of the leading causes of hospitalization and antibiotic use in the pediatric population. The diagnosis of acute pyelonephritis (APN) is mainly clinical; however, differentiation from lower urinary tract infections may at times be challenging. Renal parenchymal involvement is clinically relevant due to the risk of renal scarring and potential long-term outcomes. Although DMSA scintigraphy is considered the imaging gold standard, its use is limited by technical and organizational constraints. Magnetic resonance imaging with diffusion-weighted and T2-weighted sequences (DW-MRI+T2) represents a valid alternative for the detection of acute inflammatory lesions and renal scarring, although it is not routinely applicable. This thesis reports the results of a prospective observational study conducted within the RF-2019-12371234 research project, aimed at evaluating the presence of focal renal parenchymal damage in children aged 0–5 years experiencing a first episode of APN. The study compares DW-MRI+T2 with conventional ultrasound (US) and contrast-enhanced ultrasound (CEUS), and analyzes associations with clinical phenotype, biochemical parameters (including uNGAL), and duration of antibiotic therapy. A follow-up at 6–8 months was also planned to assess renal scarring outcomes. Between January 2022 and September 2025, 145 patients were enrolled. In the acute phase, DW-MRI+T2 identified APN lesions in 91% of cases, compared with 44% using CEUS and 41% using US, confirming DW-MRI+T2 as the most sensitive imaging modality. Only a limited number of significant clinical–biochemical associations emerged, including higher leukocyte counts in patients with positive imaging findings, as well as associations between procalcitonin and CEUS positivity and between C-reactive protein and US positivity. the introduction of a radiological grading system may allow the identification of patient subgroups who could benefit from acute-phase MRI.
 
Le infezioni febbrili delle vie urinarie rappresentano una delle principali cause di ospedalizzazione e di utilizzo di antibiotici in età pediatrica. La diagnosi di pielonefrite acuta (PNA) è prevalentemente clinica, ma la distinzione dalle infezioni delle basse vie urinarie rimane talvolta complessa. Il coinvolgimento del parenchima renale è clinicamente rilevante per il rischio di cicatrici renali e possibili esiti a lungo termine. La scintigrafia DMSA, pur considerata gold standard, è poco utilizzata per limiti tecnici e organizzativi. La risonanza magnetica con sequenze DWI+T2 (RM-DWI+T2) rappresenta una valida alternativa per l’identificazione delle lesioni acute e degli esiti cicatriziali, sebbene non routinariamente applicabile. Questa tesi riporta i risultati dello studio osservazionale prospettico condotto nell’ambito del progetto RF-2019-12371234, finalizzato a valutare, in bambini di età 0–5 anni al primo episodio di PNA, la presenza di danno parenchimale focale mediante confronto tra RM-DWI+T2, ecografia standard (US) ed ecografia con mezzo di contrasto (CEUS), nonché l’associazione con fenotipo clinico, parametri biochimici (incluso uNGAL) e durata della terapia antibiotica. È stato inoltre programmato un follow-up a 6–8 mesi per la valutazione degli esiti cicatriziali. Tra gennaio 2022 e settembre 2025 sono stati arruolati 145 pazienti. In fase acuta, la RM-DWI+T2 ha documentato focolai di PNA nel 91% dei casi, rispetto al 44% con CEUS e al 41% con US, confermandosi la metodica più sensibile. Sono emerse poche associazioni clinico-biochimiche significative, in particolare valori leucocitari più elevati nei pazienti con imaging positivo e dell’associazione tra PCT e positività CEUS e PCR e positività US . L’elevata adesione al protocollo rappresenta un risultato rilevante dello studio e l'inserimento di un grading radiologico con introduzione potrebbe permettere di identificare sottogruppi di pazienti meritevoli di esecuzione di RM anche in acuto.
 
Type
info:eu-repo/semantics/doctoralThesis
Collections
  • Scuola di Specializzazione [516]
URI
https://unire.unige.it/handle/123456789/14578
Metadata
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