L'obiettivo 5 dell'Agenda 2030: una lettura da un punto di vista femminista
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Author
Pasolini, Chiara <1995>
Date
2025-03-28Data available
2025-04-03Abstract
Starting in 1965, a series of international meetings and increasing attention from feminists regarding how women were positioned and considered within the outcomes of these events led many scholars to propose important reflections that generated shifts in perspective. Concepts such as gender mainstreaming and empowerment—understood respectively as the integration of a gender perspective in the implementation of public policies and the process of strengthening oneself and one’s capacity for self-determination—emerged from the discussions that took place during the drafting processes of the documents following these meetings.
However, it was the 2030 Agenda that reshaped the importance of gender issues on the international stage: with an entire goal dedicated to it, SDG 5, nations committed to promoting policies aimed at achieving gender equality and the empowerment of all women and girls. Despite the enthusiasm of many, most feminist movements have criticized various aspects of the Agenda as a whole, arguing that it is inadequate.
With this paper, I will seek to highlight some problematic aspects of Goal 5 in light of Susan Moller Okin’s liberal feminism. My thesis aims to propose a different focus, incorporating both the philosopher’s proposal to rethink roles within the family—going beyond gender—and the rejection of extreme liberal positions that, by advocating the exclusive right to individual or group freedom, ultimately subject women to inescapable subjugation. A partire dal 1965, un susseguirsi di incontri internazionali e una sempre maggior attenzione da parte delle femministe, rispetto a come venisse collocata e considerata la figura della donna all’interno degli outcomes di questi eventi, hanno condotto molte studiose a proporre importanti riflessioni che hanno generato cambiamenti di prospettiva. Concetti come gender mainstreaming ed empowerment, intesi rispettivamente come l'integrazione di una prospettiva di genere nella realizzazione delle politiche pubbliche e processo di potenziamento di sé e della propria capacità di autodeterminazione sono frutto del confronto creatosi durante i processi che hanno portato alla stesura dei documenti seguiti a questi incontri.
Tuttavia, è stata l’Agenda 2030 a rimodulare l’importanza delle questioni di genere in ambito internazionale: con un intero obiettivo dedicato, l’SDG 5, le nazioni si sono impegnate a promuovere politiche che possano consentire l’uguaglianza di genere e l’emancipazione di tutte le donne e le ragazze. Nonostante l’entusiasmo di molti, la maggior parte dei movimenti femministi ha criticato sotto diversi aspetti l’impostazione dell’Agenda nella sua totalità, sostenendone l’inadeguatezza.
Con questo elaborato, proverò a sostenere alcuni aspetti problematici dell’obiettivo 5 alla luce del femminismo liberale di Susan Moller Okin. La mia tesi vuole proporre un focus differente, che riprenda sia la proposta della filosofa relativa al ripensamento dei ruoli all’interno della famiglia che vada oltre al genere, sia il rifiuto di posizioni liberali estreme che, professando il diritto esclusivo di libertà individuale o di gruppo, finiscano per assoggettare senza via di scampo le figure femminili.
Type
info:eu-repo/semantics/bachelorThesisCollections
- Laurea Triennale [2853]