MAAM, Museo dell'Altro e dell'Altrove di Metropoliz. Arte contemporanea e rigenerazione urbana: un museo abitato per la difesa del diritto alla casa.
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Author
Sanfilippo, Simona <1997>
Date
2025-03-24Data available
2026-03-27Abstract
Identità e funzione dei musei sono continuo oggetto di dibattito tra gli addetti ai lavori. Con buona ragione, sarebbe difficile oggi immaginare un luogo museale che risponda alla definizione ufficiale dell’ICOM in ogni suo punto. Sebbene le sale dei musei rischino talvolta di diventare contenitori sterili e vuoti di significato, esiste una realtà in Italia, autolegittimata e indipendente, che propone nuovi linguaggi possibili e interpretazioni di ciò che il museo potrebbe essere.
Il MAAM (Museo dell’Altro e dell’Altrove di Metropoliz) nasce come spazio autonomo presso l’ex salumificio Fiorucci (periferia est di Roma), fabbrica dismessa occupata abusivamente da più di sessanta famiglie. L’antropologo e curatore Giorgio De Finis ha proposto a queste ultime uno strumento di salvaguardia e convivenza per resistere all’interno di quegli spazi illecitamente abitati: artisti internazionali in collaborazione con gli stessi abitanti avrebbero creato una sorta di barricata artistica a difesa del diritto alla casa.
Il presente studio indaga il MAAM in quanto luogo di rigenerazione urbana, concentrandosi su alcuni argomenti: possibili opzioni per il recupero di architetture industriali in stato di abbandono; problematiche legate al diritto alla casa in situazioni di periferia; il ruolo dinamico – ancora efficace – dell’arte contemporanea e dei suoi protagonisti.
L’attenta osservazione di una eterogenea realtà come quella del MAAM suggerisce diverse soluzioni riguardo questioni importanti, non solo concernenti l’arte contemporanea. La convivenza pacifica e proficua di diverse etnie in uno spazio comune è possibile.
Infine, si propone un breve confronto con realtà analoghe e si pone lo sguardo a quelle che sono le più recenti proposte da parte delle istituzioni cittadine, con lo scopo di salvaguardare quegli ambienti una volta abbandonati e ora arricchiti dalla presenza dei suoi abitanti e dagli interventi di artisti da tutto il mondo. Identity and function of museums are continually debated among those in the field. With good reason, it would be difficult today to imagine a museum venue that meets ICOM's official definition in every respect. Although museum halls are sometimes in danger of becoming sterile and empty containers, there is a reality in Italy, self-legitimized and independent, that proposes new possible languages and interpretations of what the museum could be.
MAAM (Museo dell'Altro e dell'Altrove di Metropoliz) was born as an autonomous space at the former Fiorucci sausage factory (eastern outskirts of Rome), a disused factory squatted by more than sixty families. Anthropologist and curator Giorgio De Finis proposed to them a means of preservation and coexistence to resist within those illicitly inhabited spaces: international artists in collaboration with the inhabitants themselves would create a kind of artistic barricade in defense of the right to housing.
The present study investigates MAAM as a place of urban regeneration, focusing on a number of topics: possible options for the recovery of derelict industrial architecture; issues related to the right to housing in suburban situations; and the dynamic - still effective - role of contemporary art and its protagonists.
The careful observation of such a heterogeneous reality as MAAM suggests several solutions regarding important issues, not only concerning contemporary art. The peaceful and fruitful coexistence of different ethnic groups in a common space is possible.
Finally, a brief comparison with similar realities is proposed and a look at what are the most recent proposals by city institutions, with the aim of safeguarding those environments once abandoned and now enriched by the presence of its inhabitants and the interventions of artists from all over the world.