Studio tecnologico e mensiocronologico dei mattoni documentati nell’area di scavo CSM 24/25 (Cattedrale di Santa Maria di Castello, Complesso del Priamàr, Savona)
Author
Kholoshin, Pavel <1993>
Date
2025-03-18Data available
2025-03-27Abstract
Abstract
Lo studio delle strutture in laterizio della Cattedrale di Santa Maria di Castello del Priamàr ha permesso di ricostruire le fasi costruttive del complesso tra il XII e il XV secolo, integrando analisi stratigrafiche, mensiocronologiche e tecnologiche. La ricerca ha evidenziato una significativa evoluzione nell’uso dei laterizi, con cambiamenti nelle tecniche costruttive e nei materiali impiegati. L’indagine mensiocronologica ha confermato l’efficacia delle misurazioni dimensionali dei mattoni come criterio di datazione, mentre lo studio degli impasti ceramici ha rivelato trasformazioni nelle modalità di preparazione della pasta da formatura, suggerendo un cambiamento nelle pratiche produttive locali.
I risultati hanno confermato la corrispondenza tra le evidenze archeologiche e le fonti scritte medievali relative alla produzione laterizia savonese, identificando due principali tradizioni tecnologiche: una prima fase (XII-inizio XIV secolo) caratterizzata dall’impiego di argille alluvionali sabbiose, e una seconda fase (dal XIV secolo) segnata dall’uso di miscele più controllate di argilla e marna (tovio). L’integrazione della mensiocronologia con l’analisi degli impasti ha permesso di affinare la cronologia delle murature, distinguendo tra fasi costruttive differenti e individuando l’eventuale presenza di materiali di recupero o d’importazione.
L’indagine ha inoltre permesso di ridefinire la sequenza costruttiva della cattedrale e del suo contesto funerario, evidenziando ampliamenti successivi dell’edificio e l’integrazione progressiva delle sepolture al suo interno. Infine, la ricerca ha posto le basi per un modello di analisi delle strutture medievali basato sulla combinazione di più metodi archeologici, con importanti implicazioni per la datazione e lo studio delle tecniche edilizie. I risultati potranno essere applicati ad altri contesti medievali liguri, contribuendo alla valorizzazione e alla conservazione del patrimonio architettonico della region The study of the brick structures of the Cathedral of Santa Maria di Castello del Priamàr has made it possible to reconstruct the construction phases of the complex between the 12th and 15th centuries, integrating stratigraphic, mensiochronological, and technological analyses. The research has highlighted a significant evolution in the use of bricks, with changes in construction techniques and materials. The mensiochronological investigation confirmed the effectiveness of dimensional measurements of bricks as a dating criterion, while the study of ceramic bodies revealed transformations in the preparation methods of the forming paste, suggesting shifts in local production practices.
The results confirmed the correspondence between the archaeological evidence and medieval written sources on brick production in Savona, identifying two main technological traditions: an initial phase (12th–early 14th century) characterized by the use of sandy alluvial clays, and a second phase (from the 14th century) marked by the controlled mixture of clay and marl (tovio). The integration of mensiochronology with ceramic body analysis refined the chronology of the masonry, distinguishing different construction phases and identifying the possible presence of reused or imported materials.
The investigation also redefined the construction sequence of the cathedral and its funerary context, revealing successive extensions of the building and the progressive integration of burials within it. Finally, the research established the foundation for a methodological model for analyzing medieval structures through the combination of multiple archaeological approaches, with significant implications for the dating and study of construction techniques. The results can be applied to other medieval contexts in Liguria, contributing to the valorization and conservation of the region’s architectural heritage.