Mostra i principali dati dell'item
SGLT-2 inibitori e cardio-nefroprotezione: lo studio EMPA-KIDNEY
dc.contributor.advisor | Pontremoli, Roberto <1959> | |
dc.contributor.author | Dal Pozzo, Federica <1989> | |
dc.date.accessioned | 2025-03-20T15:10:34Z | |
dc.date.available | 2025-03-20T15:10:34Z | |
dc.date.issued | 2025-03-13 | |
dc.identifier.uri | https://unire.unige.it/handle/123456789/11377 | |
dc.description.abstract | Gli effetti del trattamento con SGLT2i nei pazienti con Malattia Renale Cronica (CKD) a rischio di progressione non sono del tutto chiari. Lo studio EMPA-KIDNEY è stato progettato per valutare gli effetti di Empagliflozin in un ampio gruppo di questi pazienti. Abbiamo reclutato pazienti con CKD e una velocità di filtrazione glomerulare (eGFR) compresa tra 20-45ml/min/1.73m2 o tra 45-90ml/min/1.73m2 e albuminuria maggiore di 200 mg/g. I pazienti sono stati divisi in due gruppi in modo randomizzato, uno assumeva 10 mg/die di empagliflozin mentre l’altro il placebo. L’outcome primario era un composito di progressione di malattia renale (definita come ESKD, morte renale, diminuzione dell’eGFR del 40% dal valore iniziale o eGFR minore di 10 ml/min/1.73m2) o morte cardiovascolare. Abbiamo reclutato 6609 pazienti. Il follow-up è durato circa 2 anni, nei quali la progressione della malattia renale o la morte cardiovascolare è avvenuta in 432 su 3304 pazienti (13.1%) trattati con Empagliflozin e in 558 su 3305 pazienti (16.9%) con placebo (hazard ratio, 0.72; 95% intervallo di confidenza [IC], 0.64 to 0.82; P<0.001). I risultati erano coerenti tra i pazienti con o senza diabete e con diversi valori di eGFR. Il tasso di ospedalizzazione per qualsiasi causa è stato inferiore nel gruppo empagliflozin rispetto al placebo (rapporto di rischio, 0,86; IC al 95%, da 0,78 a 0,95; P=0,003), non sono state riscontrate differenze significative tra i gruppi rispetto all'esito composito di ospedalizzazione per insufficienza cardiaca o morte cardiovascolare (verificatasi nel 4,0% nel gruppo empagliflozin e nel 4,6% del placebo) o morte per qualsiasi causa (rispettivamente 4,5% vs 5.1%). I tassi di eventi avversi gravi erano simili nei due gruppi. In un’ampia gamma di pazienti con CKD a rischio di progressione della malattia, l’uso di Empagliflozin ha portato a un rischio inferiore di progressione della malattia renale o di morte cardiovascolare rispetto al placebo. | it_IT |
dc.description.abstract | The effects of empagliflozin in patients with chronic kidney disease (CKD) who are at risk for disease progression are not well understood. The EMPA-KIDNEY trial was designed to assess the effects of treatment with empagliflozin in a broad range of such patients. We enrolled patients with CKD who had an estimated glomerular filtration rate (eGFR) of 20-45 ml/min/1.73 m2 of body-surface area, or who had an eGFR of 45-90 ml/min/1.73 m2 with a UACR of at least 200 mg/g. Patients were randomly assigned to receive empagliflozin (10 mg/daily) or placebo. The primary outcome was a composite of progression of kidney disease (defined as ESKD, a decrease in eGFR to <10 ml/min/1.73 m2, a decrease in eGFR of ≥40% from baseline, or renal death) or cardiovascular death. A total of 6609 patients underwent randomization. During a median of 2 years of follow-up, progression of kidney disease or cardiovascular death occurred in 432 of 3304 patients (13.1%) in the empagliflozin group and in 558 of 3305 patients (16.9%) in the placebo group (hazard ratio, 0.72; 95% confidence interval [CI], 0.64 to 0.82; P<0.001). Results were consistent among patients with or without diabetes and across subgroups defined according to eGFR ranges. The rate of hospitalization from any cause was lower in the empagliflozin group than in the placebo group (hazard ratio, 0.86; 95% CI, 0.78 to 0.95; P=0.003), but there were no significant between-group differences with respect to the composite outcome of hospitalization for heart failure or cardiovascular death (which occurred in 4.0% in the empagliflozin group and 4.6% in the placebo group) or death from any cause (in 4.5% and 5.1%, respectively). The rates of serious adverse events were similar in the two groups. Among a wide range of patients with CKD who were at risk for disease progression, empagliflozin therapy led to a lower risk of progression of kidney disease or death from cardiovascular causes than placebo. | en_UK |
dc.language.iso | it | |
dc.rights | info:eu-repo/semantics/restrictedAccess | |
dc.title | SGLT-2 inibitori e cardio-nefroprotezione: lo studio EMPA-KIDNEY | it_IT |
dc.title.alternative | SGLT-2 inhibitors and cardio-nephroprotection: the EMPA-KIDNEY study | en_UK |
dc.type | info:eu-repo/semantics/masterThesis | |
dc.publisher.name | Università degli studi di Genova | |
dc.date.academicyear | 2023/2024 | |
dc.description.corsolaurea | 1766 - MEDICINA E CHIRURGIA | |
dc.description.area | 6 - MEDICINA E CHIRURGIA | |
dc.description.department | 100007 - DIPARTIMENTO DI MEDICINA INTERNA E SPECIALITÀ MEDICHE |
Files in questo item
Questo item appare nelle seguenti collezioni
-
Laurea Magistrale [5638]