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dc.contributor.authorVicini, Federica
dc.contributor.authorRigo, Stella Femke
dc.date.accessioned2021-08-18T07:31:04Z
dc.date.available2021-08-18T07:31:04Z
dc.date.issued2020-12
dc.identifier.urihttps://unire.unige.it/handle/123456789/3786
dc.description.abstractQuesto studio ha cercato di rispondere alla domanda: “Come si può progettare utilizzando scarti alimentari per incentivare un futuro sostenibile?” A tal fine, è stata condotta un’indagine quantitativa attraverso dati ISTAT riguardo la produzione di scarti alimentari in Italia e nell’Unione Europea. Sono stati considerati inoltre i diversi riutilizzi di queste grandi quantità di cibo, impiegandolo ad esempio per la produzione di biomasse, concime, produzione di tessuti ricavati dalle fibre. Grazie alla collaborazione con il Creative Food Cycle abbiamo pensato un riutilizzo creativo riguardo gli scarti alimentari. L’obiettivo del nostro progetto è stato quello di trovare una soluzione per evitare questo spreco e riuscire a rielaborarlo in un prodotto innovativo capace di dare una seconda vita alla frutta scartata. L’unione di due differenti idee ha reso possibile la realizzazione di un brand che utilizza gli scarti alimentari ortofrutticoli al massimo delle loro potenzialità. L’idea di partenza era quella di produrre tinture naturali attraverso scarti alimentari e separatamente produrre il materiale bioplastico. Il processo di produzione è stato unificato e ha reso possibile la realizzazione di due differenti prodotti nati dalla stessa materia prima. Giano è l’esempio di un prodotto a ciclo chiuso, nato dalla terra si articola in percorsi differenti che trovano un punto d’incontro per un obbiettivo comune. Con questa idea lanciamo una campagna di sensibilizzazione che stimoli le persone ad avere uno stile di vita accorto nel rispetto dell’ambiente. Nella nostra esperienza abbiamo potuto sperimentare una produzione a livello domestico. È stata raccolta frutta in eccesso in diverse attività ortofrutticole instaurando una collaborazione partecipativa. La maggior parte dei gestori delle attività si sono dimostrati entusiasti e volenterosi di partecipare all’iniziativa, in questo modo sono stati stabiliti 2 giorni alla settimana di raccolta scarti e annessa produzione di colore e pelle di frutta. Come ci ha dimostrato l’esempio dell’azienda Fruitleather di Rotterdam non escludiamo la possibilità di una possibile produzione a livello industriale. Questa tesi speriamo sia solo l’inizio di un grande progetto e l’avvio di numerose collaborazioni.it_IT
dc.language.isoitit_IT
dc.titleGiano. Un nuovo modo di progettare, attraverso scarti alimentari, la creazione di tinture naturali e un materiale bioplasticoit_IT
dc.typeThesisit_IT
unire.supervisorGausa Navarro, Manuel
unire.assistantSupervisorRonco Milanaccio, Alessia
dc.publisher.nameUniversità degli Studi di Genova


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