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dc.contributor.advisorPetti, Gabriella <1970>
dc.contributor.authorTassisto, Gaia <2004>
dc.date.accessioned2026-07-23T14:27:32Z
dc.date.available2026-07-23T14:27:32Z
dc.date.issued2026-07-14
dc.identifier.urihttps://unire.unige.it/handle/123456789/16324
dc.description.abstractIl presente lavoro analizza il fenomeno della devianza femminile attraverso un approccio interdisciplinare che integra criminologia, antropologia e sociologia, evidenziando la storica marginalizzazione di questa prospettiva nella ricerca scientifica. L’indagine esamina inizialmente i modelli teorici classici, spesso influenzati da determinismi biologici e stereotipi di genere, per poi focalizzarsi sui fattori sociali, economici e familiari che ne influenzano i percorsi. Particolare attenzione è rivolta alla costruzione sociale dell'immagine della "donna deviata", giudicata con maggiore severità poiché il comportamento criminale viene percepito come una violazione non solo delle norme giuridiche, ma anche dei modelli tradizionali di femminilità e del ruolo materno. In questo contesto, l'elaborato si concentra sulle criticità del sistema penitenziario italiano, approfondendo il delicato tema della maternità in carcere. Viene esaminato il complesso conflitto di ruoli tra la maternità e lo status di detenuta, evidenziando il ruolo degli ICAM e la tendenza a concedere misure alternative proprio per tutelare il legame madre-figlio. Infine, l'elaborato analizza le dinamiche di profonda marginalità e isolamento, acutizzate a livello strutturale dalla scarsa presenza di penitenziari e sezioni dedicate sul territorio e, a livello relazionale, dal forte stigma sociale. Il lavoro sottolinea la necessità di ripensare le politiche trattamentali in un'ottica di genere che contrasti l'esclusione e valorizzi la specificità femminile.it_IT
dc.description.abstractThis thesis analyzes the phenomenon of female deviance through an interdisciplinary approach that integrates criminology, anthropology, and sociology, highlighting the historical marginalization of this perspective within scientific research. The study examines classical theoretical models, which were frequently influenced by biological determinism and gender stereotypes, to focus on the various social, economic, and familial factors shaping female criminal trajectories. Particular attention is paid to the social construction of the "deviant woman" imagery, a conduct judged with greater severity as criminal behavior is perceived as a violation not only of legal norms, but also of traditional models of femininity and the maternal role. In this context, the paper examines the critical flaws of the Italian prison system, deeply exploring the sensitive issue of motherhood behind bars. It investigates the complex conflict of roles between motherhood and the status of inmate, emphasizing the role of ICAMs and the tendency to grant alternative measures specifically to protect the mother-child bond. Finally, the paper analyzes the dynamics of profound marginalization and isolation, which are exacerbated structurally by the scarcity of dedicated female prisons and sections across the country, and relationally by severe social stigma. The work emphasizes the need to rethink prison policies through a gender-responsive lens that counters exclusion and values female specificity.en_UK
dc.language.isoit
dc.rightsinfo:eu-repo/semantics/closedAccess
dc.titleLa devianza femminile: genere, istituzioni e costruzione sociale.it_IT
dc.title.alternativeFemale deviance: gender, institutions and social constructions.en_UK
dc.typeinfo:eu-repo/semantics/bachelorThesis
dc.subject.miurSPS/12 - SOCIOLOGIA GIURIDICA, DELLA DEVIANZA E MUTAMENTO SOCIALE
dc.publisher.nameUniversità degli studi di Genova
dc.date.academicyear2025/2026
dc.description.corsolaurea10841 - SCIENZE DELL'EDUCAZIONE E DELLA FORMAZIONE
dc.description.area5 - SCIENZE DELLA FORMAZIONE
dc.description.department100014 - DIPARTIMENTO DI SCIENZE DELLA FORMAZIONE


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