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dc.contributor.advisorViterbori, Paola <1971>
dc.contributor.authorBarbagelata, Martina <2004>
dc.date.accessioned2026-07-23T14:26:03Z
dc.date.available2026-07-23T14:26:03Z
dc.date.issued2026-07-15
dc.identifier.urihttps://unire.unige.it/handle/123456789/16259
dc.description.abstractQuesta tesi esplora la comunicazione intesa come bisogno umano inalienabile e "potere" fondamentale dell'individuo, ponendo al centro l'obiettivo di valorizzare il potenziale espressivo dei bambini con disabilità. Attraverso la prospettiva del modello biopsicosociale dell'ICF, la disabilità viene riletta non come un deficit statico, ma come un funzionamento dinamico influenzato dall'ambiente; in quest'ottica, il contesto educativo e familiare assume il ruolo cruciale di facilitatore, responsabile della rimozione delle barriere alla relazione. L'analisi approfondisce i profili comunicativi complessi legati a condizioni quali il Disturbo dello Spettro Autistico, la Sindrome di Down e la Paralisi Cerebrale Infantile, evidenziando come una risposta attenta del contesto possa trasformare segnali pre-intenzionali in veri e propri atti comunicativi socializzati. Il nucleo centrale del lavoro è dedicato alla Comunicazione Aumentativa Alternativa (CAA), presentata come un ponte operativo verso l'autodeterminazione e l'inclusione sociale. Vengono esaminati diversi strumenti — dalle tabelle simboliche ai sistemi ad alta tecnologia come il puntamento oculare — che garantiscono a ogni bambino il diritto di influenzare il proprio ambiente e partecipare attivamente alla vita della comunità. In conclusione, la tesi sottolinea la responsabilità dell'educatore nel farsi "traduttore" dei bisogni dell'altro, affinché ogni silenzio possa finalmente trasformarsi in una presenza attiva e condivisait_IT
dc.description.abstractThis thesis explores communication as an inalienable human right and a fundamental individual "power," focusing on strategies to enhance the expressive potential of children with disabilities. Drawing on the ICF biopsychosocial model, disability is reinterpreted not as a static deficit but as a dynamic functioning shaped by the environment; from this perspective, the educational and family contexts play a crucial role as facilitators, responsible for removing barriers to interaction. The analysis delves into complex communicative profiles associated with conditions such as Autism Spectrum Disorder, Down Syndrome, and Cerebral Palsy, highlighting how a responsive environment can transform pre-intentional signals into socialized communicative acts. The core of the research focuses on Augmentative and Alternative Communication (AAC), presented as an operational bridge toward self-determination and social inclusion. Various tools are examined — from symbolic boards to high-tech systems such as eye-tracking — which guarantee every child's right to influence their environment and participate actively in community life. In conclusion, the thesis emphasizes the educator's responsibility to act as a "translator" of the other's needs, ensuring that every silence can finally be transformed into an active and shared presenceen_UK
dc.language.isoit
dc.rightsinfo:eu-repo/semantics/closedAccess
dc.titleLa comunicazione nelle disabilità infantili: strategie e strumenti di comunicazione aumentativa e alternativait_IT
dc.title.alternativeCommunication in childhood disabilities: augmentative and alternative communication strategies and toolsen_UK
dc.typeinfo:eu-repo/semantics/bachelorThesis
dc.subject.miurM-PSI/04 - PSICOLOGIA DELLO SVILUPPO E PSICOLOGIA DELL'EDUCAZIONE
dc.publisher.nameUniversità degli studi di Genova
dc.date.academicyear2025/2026
dc.description.corsolaurea10841 - SCIENZE DELL'EDUCAZIONE E DELLA FORMAZIONE
dc.description.area5 - SCIENZE DELLA FORMAZIONE
dc.description.department100014 - DIPARTIMENTO DI SCIENZE DELLA FORMAZIONE


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