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dc.contributor.advisorCatanzaro, Andrea <1976>
dc.contributor.authorGuardone, Antonio <1998>
dc.date.accessioned2026-05-14T14:12:04Z
dc.date.available2026-05-14T14:12:04Z
dc.date.issued2026-05-06
dc.identifier.urihttps://unire.unige.it/handle/123456789/15721
dc.description.abstractQuesto lavoro di tesi indaga la questione «quale popolo per quale democrazia?» esaminando la tensione tra l’ideale normativo della democrazia e il suo concreto funzionamento istituzionale. La prima parte ricostruisce la genealogia storica e concettuale della libertà politica e della sovranità popolare, mostrando che la democrazia moderna non deriva dai modelli partecipativi antichi, bensì dall’emergere di un governo costituzionalmente limitato. In questo quadro, «il popolo» non è un’entità naturale o pre-politica, ma un costrutto giuridico plasmato attraverso il diritto, il lavoro e l’educazione, che trasformano la moltitudine in un corpo civico capace di esercitare una forma limitata di sovranità. La seconda parte analizza il populismo come una dinamica endogena della democrazia rappresentativa piuttosto che come una patologia esterna. Il populismo nasce dal divario strutturale tra l’ideale dell’autogoverno popolare e la natura mediata della rappresentanza, un divario ulteriormente amplificato dalla globalizzazione e dalla governance tecnocratica. Identificando il popolo con una sola delle sue parti e instaurando una relazione diretta e plebiscitaria tra leader e seguaci, il populismo distorce la rappresentanza democratica e indebolisce il pluralismo. La tesi sostiene che la risposta alla questione iniziale risieda nella capacità delle istituzioni democratiche di preservare spazi di mediazione, conflitto e limitazione giuridica, resistendo così alla tentazione di semplificazioni identitarie che minacciano le fondamenta della libertà politica moderna.it_IT
dc.description.abstractThis thesis investigates the question, “which people for which democracy?”, by examining the tension between the normative ideal of democracy and its concrete institutional functioning. The first part reconstructs the historical and conceptual genealogy of political liberty and popular sovereignty, showing that modern democracy does not derive from ancient participatory models but rather from the emergence of constitutionally limited government. Within this framework, “the people” is not a natural or pre-political entity, but a juridical construct shaped through law, labour, and education, which transform the multitude into a civic body capable of exercising a limited form of sovereignty. The second part analyses populism as an endogenous dynamic of representative democracy rather than an external pathology. Populism arises from the structural gap between the ideal of popular self-government and the mediated nature of representation, a gap that is further amplified by globalization and technocratic governance. By identifying the people with only one of its parts and by establishing a direct, plebiscitarian relationship between leader and followers, populism distorts democratic representation and weakens pluralism. The thesis argues that the answer to the initial question lies in the capacity of democratic institutions to preserve spaces of mediation, conflict, and legal limitation, thereby resisting the temptation of identity-based simplification that threatens the foundations of modern political liberty.en_UK
dc.language.isoit
dc.rightsinfo:eu-repo/semantics/restrictedAccess
dc.titleQuale popolo per quale democrazia?it_IT
dc.title.alternativeWhich people for what democracy?en_UK
dc.typeinfo:eu-repo/semantics/bachelorThesis
dc.subject.miurSPS/02 - STORIA DELLE DOTTRINE POLITICHE
dc.publisher.nameUniversità degli studi di Genova
dc.date.academicyear2025/2026
dc.description.corsolaurea8776 - SCIENZE POLITICHE E DELL'AMMINISTRAZIONE
dc.description.area2 - SCIENZE POLITICHE
dc.description.department100015 - DIPARTIMENTO DI SCIENZE POLITICHE E INTERNAZIONALI - DiSPI


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