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dc.contributor.advisorBattioni, Dario <1965>
dc.contributor.authorBailo, Edoardo <2003>
dc.contributor.otherDaniele Asso
dc.date.accessioned2025-12-04T14:18:30Z
dc.date.available2025-12-04T14:18:30Z
dc.date.issued2025-11-25
dc.identifier.urihttps://unire.unige.it/handle/123456789/14170
dc.description.abstractLa violenza sul posto di lavoro in ambito sanitario è un fenomeno crescente, riconosciuto da WHO e NIOSH come qualsiasi comportamento fisico o verbale che possa causare danni o minacciare la sicurezza degli operatori. Studi internazionali mostrano che oltre il 60% dei professionisti sanitari ha subito almeno una forma di violenza, mentre in Italia la ricerca CEASE-IT evidenzia che circa un terzo degli infermieri ha subito aggressioni fisiche o verbali nell’ultimo anno. I contesti più colpiti risultano essere emergenza, terapia intensiva e salute mentale, dove stress, complessità clinica e condizioni psicologiche alterate dei pazienti favoriscono comportamenti aggressivi. Nel setting dell’emergenza extraospedaliera, la violenza è particolarmente frequente a causa del forte carico emotivo, dell’abuso di sostanze, di situazioni critiche e dell’assenza di un ambiente controllato. La letteratura riporta percentuali di esposizione che raggiungono il 93% durante la carriera. Le conseguenze sugli operatori includono paura, frustrazione, senso di impotenza, fino a stress e burnout. Un aspetto rilevante è l’under reporting, motivato da timore delle conseguenze, scarsa fiducia nelle procedure, percezione della violenza come “parte del lavoro” e mancata chiarezza sui sistemi di segnalazione. Il presente studio analizza la violenza verso infermieri e medici del 118 di Genova tramite un questionario ispirato al CEASE-IT, compilato da 18 operatori. L’11 su 18 ha subito almeno un episodio di violenza; i principali fattori predittivi sono abuso di sostanze, agitazione e disturbi psicologici. Le forme più comuni sono le minacce verbali, spesso anticipate da tono di voce alterato. La maggior parte degli episodi non è stata segnalata. Tra le misure preventive più apprezzate emergono formazione specifica, dispositivi di sicurezza e campagne informative. Lo studio conferma la necessità di interventi mirati per proteggere il personale dell’emergenza territoriale.it_IT
dc.description.abstractWorkplace violence in healthcare is a growing global and national issue. NIOSH defines violence as any intentional use of force, power, threats, or verbal abuse that may cause physical or psychological harm. International studies show that over 60% of healthcare workers experience some form of violence, while Italian data from the CEASE-IT study report that about one-third of nurses faced physical or verbal aggression in the previous year. Emergency, intensive care, and mental health settings are the most affected due to complex clinical dynamics, high stress, and altered psychological states of patients and relatives. In the prehospital emergency environment, violence is particularly frequent. EMS personnel face emotionally charged situations, substance-related impairment, and uncontrolled environments, resulting in aggression rates reaching up to 93% over a career. Consequences include fear, frustration, insecurity, and burnout. Underreporting is widespread, linked to fear of repercussions, lack of knowledge about reporting procedures, limited organizational response, and the belief that violence is an inherent part of the job. The present study aims to describe and analyze violent episodes experienced by EMS staff in Genova, identify predictive factors, examine related consequences, evaluate underreporting, and explore preventive measures. A questionnaire based on the CEASE-IT model was distributed to 118 personnel: 18 operators participated (12 nurses, 6 physicians). Eleven reported at least one episode of violence, seven within the last year. Verbal threats were the most common form, often preceded by raised voice or agitation. Substance use and psychological distress were frequent features among aggressors. Despite the impact—ranging from reduced morale to stress and burnout—most episodes (72.7%) were not formally reported.Participants identified specific training, personal safety devices, and public awareness campaigns as key preventive strategies.en_UK
dc.language.isoit
dc.language.isoen
dc.rightsinfo:eu-repo/semantics/restrictedAccess
dc.titleANALISI VIOLENZE SUGLI OPERATORI IN AMBITO DI EMERGENZA EXTRAOSPEDALIERAit_IT
dc.title.alternativeAnalysis of Violences Against Healthcare Workers in the Pre-Hospital Emergency Settingen_UK
dc.typeinfo:eu-repo/semantics/bachelorThesis
dc.publisher.nameUniversità degli studi di Genova
dc.date.academicyear2024/2025
dc.description.corsolaurea9276 - INFERMIERISTICA
dc.description.area6 - MEDICINA E CHIRURGIA
dc.description.department100011 - DIPARTIMENTO DI SCIENZE DELLA SALUTE


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