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La desistenza come processo: una prospettiva educativa.

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tesi38142055.pdf (363.3Kb)
Autore
Mura, Martina <2003>
Data
2026-10-13
Disponibile dal
2026-10-22
Abstract
Il presente elaborato tratta il tema della desistenza dal crimine, vista come processo e non come semplice cessazione dei reati. L’argomento è stato scelto per contribuire a diffondere la conoscenza di dinamiche che di norma la società ignora, proponendo uno sguardo critico che aiuti a superare stigmi e pregiudizi. Il primo capitolo presenta le diverse definizioni di desistenza, distinguendo tra desistenza primaria, secondaria e terziaria, e illustra le principali teorie nell’ambito criminologico, in particolare quelle di Maruna (2001) e di Sampson e Laub (1993). Il secondo capitolo è dedicato al supporto sociale, di cui vengono definite le varie tipologie. Si analizzano poi gli effetti delle relazioni significative, come la famiglia, il matrimonio e il lavoro, sul percorso di desistenza. Trovano spazio, inoltre, il capitale sociale e il ruolo del mutuo aiuto e delle organizzazioni, approfonditi anche attraverso le testimonianze di ex detenuti. Il terzo capitolo affronta la dimensione soggettiva, a partire dal concetto delle narrazioni di sé proposto da Maruna (2001). Vengono poi esaminati l’agency, la motivazione al cambiamento e, in chiusura, la speranza. L’elaborato sostiene che la dimensione sociale e quella soggettiva siano interdipendenti. Per poter comprendere a fondo la desistenza è necessario adottare un approccio psicosociale, come proposto da Gadd e Jefferson (2016), considerando che il mondo sociale e quello psichico, compresi i processi inconsci, si influenzano reciprocamente. Emerge che la desistenza è un processo complesso e non lineare, che richiede uno studio multidimensionale.
 
This thesis deals with the topic of desistance from crime, seen as a process and not as a simple cessation of offending. The topic was chosen to help spread awareness of dynamics that society typically ignores, offering a critical perspective that helps overcome stigma and prejudice. The first chapter presents the different definitions of desistance, distinguishing between primary, secondary and tertiary desistance, and illustrates the main theories in the criminological field, in particular those of Maruna (2001) and Sampson and Laub (1993). The second chapter is dedicated to social support, the various types of which are defined. The effects of significant relationships, such as family, marriage, and work, on the desistance path are then analyzed. Social capital and the role of mutual aid and organizations are discussed, also through the testimonies of former prisoners. The third chapter addresses the subjective dimension, starting from the concept of self-narratives proposed by Maruna (2001). Agency, motivation for change, and, finally, hope are then examined. The thesis argues that the social and subjective dimensions are interdependent. To fully understand desistance it is necessary to adopt a psychosocial approach, as proposed by Gadd and Jefferson (2016), considering that the social and psychic worlds, including unconscious processes, influence each other. It emerges that desistance is a complex and nonlinear process, which requires multidimensional study.
 
Tipo
info:eu-repo/semantics/bachelorThesis
Collezioni
  • Laurea Triennale [5454]
URI
https://unire.unige.it/handle/123456789/17363
Metadati
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