La natura dell'uomo che la filosofia dell'educazione può valorizzare
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Autore
De Pascale, Sara <1998>
Data
2026-10-16Disponibile dal
2026-10-22Abstract
Questo lavoro di tesi nasce da una riflessione maturata sul campo nell'ambito dell'educazione con adolescenti in condizioni di fragilità e marginalità. La ricerca indaga la natura profonda dell'essere umano, la sua strutturale incompiutezza e gli spazi di trasformazione affidati all'azione pedagogica, proponendosi di superare sia i riduzionismi di matrice deterministico-biologica sia i condizionamenti socio-ambientali.
L'indagine prende le mosse dalla duplice dimensione dell'uomo tra ambiente naturale e contesto sociale. Se la natura rappresenta la prima sede formativa di apprendimento esperienziale e sensoriale, il confronto tra le prospettive di Hobbes, Rousseau e Voltaire permette di mettere in luce la dialettica tra conflitto, bontà originaria e ruolo della cultura, evidenziando come la società possa rappresentare sia un luogo di compimento relazionale sia una fonte di conformismo e alienazione.
Approfondendo le radici del potenziale umano, la tesi affronta la tensione tra l'innatismo platonico e l'empirismo lockiano, trovando nel caso storico di Victor dell'Aveyron la prova che il potenziale biologico si atrofizza senza stimoli culturali e relazionali tempestivi. Questa consapevolezza si intreccia oggi con l'esigenza di riscoprire approcci come l'Outdoor Education per contrastare le deprivazioni della società digitale.
Infine, l'attenzione si sposta sul compimento etico dell'individuo, inteso come soggetto desiderante che orienta il proprio cammino verso il ben-essere e l'eudaimonia. Attraverso il pensiero di Gennari, Locke e Kant, viene ricostruito il passaggio cruciale dall'eteronomia guida dell'adulto alla maturazione di un'autonomia morale autonoma. L'agire educativo si riconferma così non come manipolazione, ma come cura maieutica, presidio di libertà e scommessa responsabile sull'inviolabile dignità di ogni persona. This thesis stems from a reflection developed through field experience in educating adolescents experiencing vulnerability and marginalization. The research investigates the deep nature of human beings, their structural incompleteness, and the possibilities for transformation entrusted to pedagogical action, aiming to overcome both biological-deterministic reductionisms and socio-environmental constraints.
The investigation begins with the dual dimension of the human being between the natural environment and the social context. While nature serves as the primary setting for experiential and sensory learning, contrasting the perspectives of Hobbes, Rousseau, and Voltaire highlights the dialectic between conflict, innate goodness, and the role of culture, emphasizing how society can act both as a realm of relational fulfillment and as a source of conformity and alienation.
Exploring the roots of human potential, the thesis addresses the tension between Platonic innatism and Lockean empiricism, using the historical case of Victor of Aveyron to demonstrate that biological potential atrophies without timely cultural and relational stimulation. Today, this awareness aligns with the need to rediscover approaches such as Outdoor Education to counter the deprivations of digital society.
Finally, the focus shifts to the ethical fulfillment of the individual, understood as a desiring subject orienting their journey toward well-being and eudaimonia. Drawing on the thought of Gennari, Locke, and Kant, the text reconstructs the crucial transition from adult-guided heteronomy to the maturation of moral autonomy. Educational action is thus reaffirmed not as manipulation, but as maieutic care, a safeguard of freedom, and a responsible commitment to the inviolable dignity of every person.
Tipo
info:eu-repo/semantics/bachelorThesisCollezioni
- Laurea Triennale [5454]

