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Dal movimento alla conoscenza: la dimensione cinestesica nei processi di apprendimento.

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tesi38141058.pdf (3.472Mb)
Author
Cimolato, Mattia <2002>
Date
2026-10-16
Data available
2027-10-22
Abstract
Il presente lavoro di tesi indaga e rivaluta il ruolo della dimensione corporea e cinestesica nei processi di apprendimento della scuola primaria. Partendo dalla critica all'immobilismo del modello scolastico tradizionale, che tende a separare mente e corpo confinando l'alunno alla staticità del banco, lo studio sostiene l'urgenza di una didattica integrata in movimento. Il quadro teorico analizza le evidenze dell'Embodied Cognition e delle neuroscienze (plasticità cerebrale, BDNF, neuroni specchio), coniugandole con la Teoria delle Intelligenze Multiple di H. Gardner, il modello VARK e i contributi di M. Montessori e J. Dewey. Tale cornice dimostra come l'azione motoria e la propriocezione non costituiscano un elemento di disturbo, bensì un potente catalizzatore cognitivo ed emotivo. A supporto della riflessione teorica, la tesi presenta un’attività didattica intitolato "Geometria corporea", condotto in una classe quinta primaria dell'I.C. Albisole. L'intervento ha guidato gli studenti nell'esplorazione di concetti geometrici astratti (linee, angoli, poligoni) attraverso l'uso del corpo e la cooperazione nello spazio. Il percorso è stato monitorato mediante griglie osservative per i docenti e un questionario autovalutativo in modalità pre-test e post-test. Dall'analisi dei dati emerge un’evoluzione nelle credenze degli alunni: si evidenzia il passaggio da una rappresentazione nozionistica a una comprensione sensomotoria e incarnata del sapere, insieme a un aumento di motivazione e inclusività. Tutto questo ricordando che l’attività è stata un caso isolato e quindi le evidenze emerse non possono essere considerate verità assolute. La tesi conclude evidenziando come l'integrazione del movimento nella didattica permetta di superare il dualismo cartesiano, promuovendo un apprendimento significativo e radicato.
 
This thesis investigates and re-evaluates the role of the bodily and kinesthetic dimension in primary school learning processes. Starting from a critique of the immobility inherent in the traditional school model—which tends to separate mind and body by confining students to the staticity of their desks—the study advocates for the urgent need for an integrated, movement-based pedagogy. The theoretical framework analyzes evidence from Embodied Cognition and neuroscience (brain plasticity, BDNF, mirror neurons), combining it with Howard Gardner's Theory of Multiple Intelligences, the VARK model, and the contributions of Maria Montessori and John Dewey. This framework demonstrates how motor action and proprioception are not a source of distraction, but rather a powerful cognitive and emotional catalyst. To support this theoretical reflection, the thesis presents a teaching activity entitled "Bodily Geometry" ("Geometria corporea"), conducted in a fifth-grade primary school class at the I.C. Albisole. The intervention guided students in exploring abstract geometric concepts (lines, angles, polygons) through the use of the body and spatial cooperation. The pathway was monitored using observational grids for teachers and a self-assessment questionnaire administered as a pre-test and post-test. Data analysis reveals an evolution in students' beliefs: it highlights a transition from a rote, rote-learning representation to a sensorimotor and embodied understanding of knowledge, alongside an increase in motivation and inclusivity. All of this must be considered keeping in mind that the activity was an isolated case and therefore the evidence that emerged cannot be regarded as absolute truth. The thesis concludes by highlighting how the integration of movement into teaching allows us to overcome Cartesian dualism, promoting meaningful and deeply rooted learning.
 
Type
info:eu-repo/semantics/masterThesis
Collections
  • Laurea Magistrale [8404]
URI
https://unire.unige.it/handle/123456789/17303
Metadata
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