Scrivere per esistere: testimonianza e resistenza nelle narrazioni migranti in contesti di detenzione
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Author
Mosca, Alice <2004>
Date
2026-10-16Data available
2026-10-22Abstract
La tesi analizza il rapporto tra scrittura, detenzione e soggettività, con particolare attenzione alle esperienze delle persone migranti sottoposte a differenti forme di privazione della libertà. L’obiettivo è comprendere in che modo la scrittura possa costituire uno strumento di autorappresentazione, relazione con l’esterno e testimonianza, contrastando almeno parzialmente la riduzione dell’individuo alle categorie giuridiche e amministrative prodotte dalle istituzioni. La ricerca adotta un approccio qualitativo e interdisciplinare, mettendo in dialogo gli studi sulle migrazioni e sui dispositivi di frontiera con la letteratura sociologica e filosofica relativa alla detenzione, alla soggettività e alla scrittura testimoniale. L’analisi comparativa si concentra su tre casi: gli scritti di Behrouz Boochani durante la detenzione offshore australiana, Diario di un invisibile di Sunjay Gookooluk e la corrispondenza promossa da ARCI Porco Rosso con persone migranti detenute nelle carceri italiane, approfondita anche attraverso un’intervista qualitativa a un’attivista dell’associazione. Il confronto mostra come forme e funzioni della scrittura dipendano dalle condizioni materiali, dai supporti disponibili, dai destinatari e dalle reti di mediazione che ne consentono la circolazione. Pur non eliminando i vincoli della detenzione, la scrittura può permettere di conservare una continuità biografica, mantenere relazioni, rendere comunicabile l’esperienza vissuta e trasformare la narrazione individuale in una forma di testimonianza e resistenza. The thesis examines the relationship between writing, detention, and subjectivity, with particular attention to the experiences of migrants subjected to different forms of deprivation of liberty. Its aim is to understand how writing can serve as a tool for self-representation, connection with the outside world, and testimony, at least partially countering the reduction of individuals to the legal and administrative categories imposed by institutions. The research adopts a qualitative and interdisciplinary approach, bringing migration and border studies into dialogue with sociological and philosophical literature on detention, subjectivity, and testimonial writing. The comparative analysis focuses on three cases: Behrouz Boochani’s writings produced during offshore detention in Australia, Sunjay Gookooluk’s Diary of an Invisible Man, and the correspondence promoted by ARCI Porco Rosso with migrants detained in Italian prisons, further explored through a qualitative interview with an activist from the association. The comparison shows how the forms and functions of writing depend on material conditions, available media, intended recipients, and the networks of mediation that enable texts to circulate. Although writing does not remove the constraints of detention, it can help preserve biographical continuity, maintain relationships, make lived experience communicable, and transform individual narratives into forms of testimony and resistance.
Type
info:eu-repo/semantics/bachelorThesisCollections
- Laurea Triennale [5454]

