Il disturbo di personalità Borderline in adolescenza: dall’incertezza diagnostica alla proposta dimensionale.
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Autore
Di Meglio, Luigi <2004>
Data
2026-10-15Disponibile dal
2026-10-22Abstract
Il presente lavoro di tesi esplora la diagnosi e la concettualizzazione del Disturbo Borderline di Personalità (BPD) in adolescenza, tracciando il passaggio dal modello nosografico categoriale al paradigma dimensionale. Storicamente, la diagnosi precoce è stata ostacolata dall'attendismo clinico, guidato sia dalla sovrapposizione tra sintomi ed evoluzione fisiologica (Storm and Stress), sia dallo stigma legato all'etichetta BPD nella cultura medica. Il modello categoriale (DSM-5 Sezione II) mostra evidenti limiti in età evolutiva: la rigidità dei cut-off esclude i quadri sottosoglia e fallisce nel cogliere il symptomatic switch (il declino dei sintomi acuti a fronte della persistenza del danno psicosociale).
La domanda di ricerca indaga come la letteratura empirica recente abbia operazionalizzato il BPD dimensionale in adolescenza. Dalla revisione emergono tre principali modalità:
BPD Features: valutazione delle manifestazioni sintomatiche lungo un continuum (BPFS-C), dove l'instabilità affettiva costituisce il marker discriminante primario;
BPD Traits: mappatura dei tratti disadattivi (Criterio B dell'AMPD; PID-5) tra Affettività Negativa, Disinibizione e Antagonismo;
Personality Functioning: misurazione della compromissione del Sé e dell'area interpersonale (Criterio A dell'AMPD; LoPF-Q 12-18, STiP-5.1).
L'integrazione di questi livelli nel modello dello Staging Clinico consente di intercettare la sofferenza fin dalle fasi sub-cliniche (Stadio 1), garantendo interventi precoci e personalizzati che superano lo stigma e prevengono la cronicizzazione del disturbo. Sebbene permangano limiti legati all'eterogeneità metodologica della letteratura e alla necessità di validare ulteriormente gli strumenti in età evolutiva, la ricerca futura dovrà integrare la valutazione dimensionale nei contesti di cura e nei trial d'intervento precoce. This thesis explores the diagnosis and conceptualization of Borderline Personality Disorder (BPD) in adolescence, tracing the transition from the categorical nosographic model to the dimensional paradigm. Historically, early diagnosis has been hindered by a clinical wait-and-see approach, driven by both the overlap between symptoms and physiological development (Storm and Stress), and the stigma tied to the BPD label within medical culture. The categorical model (DSM-5 Section II) shows clear limitations in the developmental age: the rigidity of cut-offs excludes subthreshold presentations and fails to capture the symptomatic switch (the decline of acute symptoms in the face of persistent psychosocial impairment).
The research question investigates how recent empirical literature has operationalized dimensional BPD in adolescence. Three main modalities emerge from the review:
BPD Features: assessment of symptomatic manifestations along a continuum (BPFS-C), where affective instability constitutes the primary discriminating marker;
BPD Traits: mapping of maladaptive traits (AMPD Criterion B; PID-5) across Negative Affectivity, Disinhibition, and Antagonism;
Personality Functioning: measurement of the impairment of the Self and the interpersonal area (AMPD Criterion A; LoPF-Q 12-18, STiP-5.1).
The integration of these levels into the Clinical Staging model makes it possible to intercept distress right from the sub-clinical stages (Stage 1), ensuring early and personalized interventions that overcome stigma and prevent the disorder from becoming chronic. Although limitations remain regarding the methodological heterogeneity of the literature and the need to further validate these instruments in youth, future research must integrate dimensional assessment into clinical care settings and early intervention trials.
Tipo
info:eu-repo/semantics/bachelorThesisCollezioni
- Laurea Triennale [5454]

