Pratiche alimentari, rappresentazione del sè e costruzione dell'identità nei social media
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Autore
Dutto, Elisabetta <2002>
Data
2026-10-19Disponibile dal
2026-10-22Abstract
La tesi analizza in che modo le pratiche alimentari, quando vengono condivise sui social media, partecipano alla rappresentazione del sé e alla costruzione dell'identità. Il lavoro, di carattere teorico, mette in dialogo la sociologia dell'alimentazione con gli studi sull'identità e sulle culture digitali. Il punto di partenza è la dimensione sociale e culturale del cibo: a partire da Durkheim, Lévi-Strauss, Douglas e Fischler, mangiare emerge come fatto sociale e sistema di segni, regolato da norme, capace di veicolare memoria e appartenenza, di costruire legami attraverso la commensalità e di segnalare distinzioni sociali. Nella società contemporanea l'indebolimento delle regole condivise si accompagna a una crescente responsabilizzazione individuale su salute e sostenibilità, e la scelta alimentare diventa anche qualcosa da mostrare. Per comprendere questo passaggio si ripercorre la costruzione sociale dell'identità, dal sé di Mead e Cooley alla modernità liquida di Bauman, fino alla prospettiva drammaturgica di Goffman e alla gestione delle impressioni. Nelle piattaforme digitali questi processi assumono forme nuove, legate a visibilità, personal branding e ricerca di riconoscimento: su Instagram e TikTok la presentazione di sé dipende anche da convenzioni estetiche e da logiche algoritmiche che selezionano ciò che diventa visibile. È in questo spazio che il cibo diventa contenuto, attraverso il food sharing come forma di commensalità mediata, la fotografia alimentare, i food influencer che propongono modelli di gusto e stile di vita e lo storytelling dei brand alimentari. Il piatto condiviso online si rivela così uno strumento per esibire gusto, valori e capitale culturale, ma la sua apparente spontaneità è orientata da standard estetici, commerciali e algoritmici e resta attraversata da disuguaglianze sociali. Il post, in definitiva, non sostituisce il pasto, ma ne trasforma il significato. This thesis examines how food practices, when shared on social media, contribute to self-representation and the construction of identity. The work is theoretical and brings the sociology of food into dialogue with studies on identity and digital cultures. The starting point is the social and cultural dimension of food: drawing on Durkheim, Lévi-Strauss, Douglas and Fischler, eating emerges as a social fact and a system of signs, governed by norms, able to convey memory and belonging, to build bonds through commensality and to signal social distinctions. In contemporary society, the weakening of shared rules goes hand in hand with growing individual responsibility for health and sustainability, and food choices also become something to be displayed. To understand this shift, the thesis retraces the social construction of identity, from the self of Mead and Cooley to Bauman's liquid modernity, up to Goffman's dramaturgical perspective and impression management. On digital platforms these processes take on new forms, linked to visibility, personal branding and the search for recognition: on Instagram and TikTok, self-presentation also depends on aesthetic conventions and on algorithmic logics that select what becomes visible. It is in this space that food becomes content, through food sharing as a form of mediated commensality, food photography, food influencers who propose models of taste and lifestyle, and the storytelling of food brands. The dish shared online thus proves to be a means of displaying taste, values and cultural capital, yet its apparent spontaneity is shaped by aesthetic, commercial and algorithmic standards and remains marked by social inequalities. Ultimately, the post does not replace the meal, but transforms its meaning.
Tipo
info:eu-repo/semantics/bachelorThesisCollezioni
- Laurea Triennale [5454]

