Sport estremi e costruzione dell'identità giovanile nella società contemporanea
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Author
Favoino, Carola Lucrezia <2001>
Date
2026-10-16Data available
2026-10-22Abstract
Il presente lavoro di ricerca indaga le pratiche del downhill e del freeride quali spazi in cui i giovani hanno la possibilità di costruire la propria identità, reputazione e comunità, al di là della mera dimensione sportiva e della performance.
Partendo dall’ipotesi che la mountain bike gravity si articoli come un vero e proprio “mondo sociale”, dotato di statuto normativo informale, codici estetici e stratificazione del capitale subculturale tra i praticanti, l’analisi vuole interpretare l’esperienza del rischio e della vertigine (Ilinx) in chiave sociologica quale ricerca del limite ed esigenza antropologica della sospensione della routine (Caillois, 1958/1981; Lyng, 1990). Mediante dinamiche di apprendimento informale e socializzazione tra pari (Becker, 1963), l’attore sociale interiorizza competenze tecniche sul trail, legittimando la propria posizione all’interno dello spazio subculturale.
Tuttavia, l’ampia diffusione dei media digitali e della documentazione visiva partecipativa (video POV e contenuti pubblicati sui social media) innesca un duplice regime di visibilità, sottoponendo la prestazione atletica “offline” alle logiche algoritmiche delle piattaforme social e alla natura volatile del consumo mediale. Di conseguenza, si delineano le dinamiche dell’impression management (Goffman) e il conseguente “paradosso della performance”: nel momento in cui il perseguimento dell’approvazione mediale prevarichi i codici di condotta informali, la comunità attiva dispositivi di controllo sociale come l’etichettamento (“poser” o “showman”), decretando così un ridimensionamento reputazionale e la svalutazione del capitale simbolico dell’agente.
In conclusione, il presente elaborato dimostra come l’identità giovanile contemporanea prenda forma dalla costante interazione tra prestazione fisica, riconoscimento subculturale e narrazione digitale. This study investigates how young people in contemporary society construct their identity, reputation, and community through practices such as downhill and freeride, moving beyond the purely athletic and physical performance dimension.
Starting from the premise that gravity mountain biking constitutes a distinct "social world" with its own informal norms, aesthetic codes, and hierarchy of subcultural capital, this study examines the experience of risk and vertigo (Ilinx) through a sociological lens, framing it as a pursuit of boundaries and an anthropological necessity to break away from routine (Caillois, 1958/1981; Lyng, 1990). Through informal learning dynamics and peer socialization (Becker, 1963), actors internalize technical skills on the trail, thereby legitimizing their standing within the subcultural space.
However, the pervasive spread of digital media and participatory visual documentation (such as POV videos and social media content) establishes a dual regime of visibility, subjecting offline athletic performance to platform algorithms and the volatile dynamics of media consumption. This gives rise to dynamics of impression management (Goffman) and the attendant "performance paradox": whenever seeking media approval supersedes informal group norms, the community enforces social control through labeling ("poser" or "showman"), prompting a decline in status and the devaluation of symbolic capital.
In conclusion, this study shows that contemporary youth identity emerges from the constant interplay among physical performance, subcultural legitimacy, and digital representation.
Type
info:eu-repo/semantics/bachelorThesisCollections
- Laurea Triennale [5454]

