Giocare per includere: adattamenti e proposte motorie inclusive nella scuola dell'infanzia.
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Author
Calcagno, Alessia <2002>
Date
2026-10-12Data available
2026-10-22Abstract
La presente tesi indaga il valore educativo e formativo del gioco motorio come strumento per promuovere un'autentica inclusione bio-psico-sociale nella scuola dell’infanzia. Il movimento rappresenta per i bambini il primo canale di conoscenza del mondo, di espressione emotiva e di costruzione dell’identità all'interno del gruppo dei pari. L’impianto teorico si fonda sulla psicologia dello sviluppo (Piaget, Vygotskij, Winnicott) e si allinea con l’Agenda 2030 (Goal 4) e l'articolo 31 della Convenzione ONU sui diritti dell’infanzia. Adottando il modello bio-psico-sociale dell’ICF-CY dell'OMS e i principi della Progettazione Universale per l’Apprendimento (UDL), lo studio supera la visione biomedica del deficit, concependo la disabilità come il risultato dell'interazione tra salute e barriere ambientali. La ricerca analizza la riscrittura dei giochi tradizionali, eliminando le dinamiche escludenti a favore di adattamenti su regole, materiali, spazi, ruoli e tempi, e propone attività cooperative come percorsi motori, caccia ai colori e l'uso del paracadute psicomotorio. Infine, un'indagine empirica condotta su dodici insegnanti evidenzia una diffusa adesione alla didattica ludica, ma anche criticità gestionali legate all'attesa del turno e all'egocentrismo. In conclusione, il lavoro dimostra che il gioco motorio adattato è un potente equalizzatore sociale in grado di trasformare la diversità in una risorsa per l'intera comunità scolastica. This thesis investigates the educational value of motor play as a tool to foster authentic bio-psycho-social inclusion in early childhood education. Movement represents young children's primary channel for exploring the world, expressing emotions, and building identity within the peer group. The theoretical foundation draws on developmental psychology (Piaget, Vygotsky, Winnicott) and aligns with the UN 2030 Agenda (Goal 4) and Article 31 of the UN Convention on the Rights of the Child. By adopting the WHO's ICF-CY bio-psycho-social model and Universal Design for Learning (UDL) principles, the study moves beyond a biomedical deficit view, defining disability as the interaction between health conditions and environmental barriers. The research explores the redesign of traditional games by removing elimination mechanics in favor of flexible adaptations across rules, materials, spaces, roles, and time, introducing cooperative activities like obstacle courses, color hunts, and psychomotor parachute play. Finally, an empirical survey of twelve teachers confirms the widespread use of play-based learning alongside practical challenges like turn-taking and early egocentrism. In conclusion, adapted motor play serves as a powerful social equalizer that turns diversity into a shared resource for the school community.
Type
info:eu-repo/semantics/masterThesisCollections
- Laurea Magistrale [8404]

