Il mediatore civile tra facilitazione del dialogo e proposta conciliativa
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Autore
Ascari, Lorenzo <2001>
Data
2026-10-08Disponibile dal
2026-10-15Abstract
La mediazione civile e commerciale (d.lgs. n. 28/2010) costituisce uno dei principali strumenti volti a favorire la composizione stragiudiziale delle controversie e a promuovere un paradigma di gestione del conflitto alternativo alla decisione autoritativa. In questo quadro, la possibilità di formulare una proposta conciliativa rende centrale l’analisi dell’evoluzione del ruolo del mediatore. Se la funzione di quest’ultimo appare tradizionalmente legata alla facilitazione del dialogo e all’emersione dei reali interessi delle parti, l’ordinamento ammette un suo intervento più incisivo, orientato a prospettare una concreta soluzione della lite. Ne deriva un’intrinseca tensione tra i modelli facilitativo e valutativo.
Il presente lavoro indaga le modalità attraverso cui il mediatore possa passare dalla facilitazione alla formulazione di una proposta senza compromettere la natura consensuale del procedimento, l’autodeterminazione dei litiganti e la propria imparzialità. L’obiettivo è verificare a quali condizioni l’intervento valutativo risulti compatibile con un sistema fondato sulla volontà informata dei soggetti coinvolti, individuando i confini operativi idonei ad evitare il rischio di pressioni indebite e a preservare il rapporto di fiducia.
L’indagine analizza la disciplina normativa e le elaborazioni dottrinali sulle tecniche di gestione del conflitto. La metodologia adottata si avvale, infine, di un approccio comparativo: la proposta del mediatore viene posta a raffronto con la proposta conciliativa del giudice ex art. 185-bis c.p.c., al fine di far emergere le differenze strutturali derivanti dalla diversa collocazione istituzionale dei due organi. Lo studio offre così una ricostruzione sistematica dei limiti e delle potenzialità dell'intervento valutativo nella mediazione contemporanea. Civil and commercial mediation (Legislative Decree No. 28/2010) constitutes one of the primary mechanisms aimed at fostering the out-of-court settlement of disputes and promoting a conflict management model alternative to authoritative adjudication. Within this framework, the possibility of formulating a conciliation proposal makes the analysis of the mediator's evolving role particularly significant. While the mediator's function is traditionally associated with facilitating dialogue and eliciting the parties' true interests, the legal system allows for a more incisive intervention aimed at outlining a concrete resolution to the dispute. This gives rise to an intrinsic tension between the facilitative and evaluative models. This study examines the ways in which a mediator can transition from facilitation to the formulation of a proposal without compromising the consensual nature of the proceedings, the parties' self-determination, or their own impartiality. The objective is to determine under what conditions evaluative intervention is compatible with a system founded on the informed consent of the involved parties, identifying operational boundaries to prevent undue pressure and preserve trust. The investigation analyzes the regulatory framework and scholarly debates surrounding conflict management techniques. Finally, the adopted methodology employs a comparative approach: the mediator's proposal is juxtaposed with the judge's conciliation proposal under Article 185-bis of the Italian Code of Civil Procedure, highlighting the structural differences stemming from the distinct institutional positions of the two actors. The study thus offers a systematic analysis of the limits and potential of evaluative intervention in contemporary mediation.
Tipo
info:eu-repo/semantics/masterThesisCollezioni
- Laurea Magistrale [8404]

