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Intelligenza artificiale e professione legale: problemi di regolamentazione normativa e prospettive di applicazione pratica

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tesi38131902.pdf (3.256Mb)
Autore
Dagnino, Federica <2000>
Data
2026-10-08
Disponibile dal
2026-10-15
Abstract
Il lavoro muove dall'ipotesi che il quadro regolatorio dell'AI Act, fondato su una classificazione del rischio predeterminata per campi di applicazione, risulti strutturalmente inadeguato a governare i rischi specifici dell'impiego dell'IA nella professione forense, e che tale inadeguatezza richieda un modello integrato di obblighi normativi, presidi organizzativi e responsabilità processuale. Il primo capitolo esamina il criterio del rischio, architrave dell'AI Act, evidenziandone i margini di indeterminatezza nella distinzione tra sistemi che incidono autonomamente sulle decisioni e sistemi meramente di ausilio. Il secondo capitolo mostra come tale incertezza si trasmetta alla professione forense: incerto resta l'ambito applicativo del Regolamento rispetto all'attività dell'avvocato, mentre la disciplina italiana (L. 132/2025) introduce la prevalenza del lavoro intellettuale umano e l'obbligo informativo al cliente, senza però codificare un compiuto dovere di supervisione. Il terzo capitolo, caso di studio con lo Studio Legale FGA, verifica empiricamente tali categorie: trasformazione organizzativa dello studio, addestramento e validazione degli algoritmi, automazione delle difese standardizzate e onere di diligenza nella redazione degli atti processuali. Il quarto capitolo ricolloca tali risultati nella cornice costituzionale del diritto di difesa (art. 24 Cost.) e del giusto processo (art. 111 Cost.): l'insostituibilità dell'avvocato non discende dal possesso esclusivo dell'informazione giuridica, ma dalla capacità di applicarla al caso concreto con giudizio critico, responsabilità personale e aderenza deontologica. Il contributo originale è un modello ibrido a tre presidi cumulativi — obblighi normativi minimi di trasparenza, presidi organizzativi interni allo studio legale e responsabilità processuale del difensore — affiancato da un investimento nella formazione tecnologica dell'avvocatura, a presidio dell'accesso paritario alla difesa tecnica.
 
This work proceeds from the hypothesis that the AI Act's regulatory framework, grounded in a risk classification predetermined by field of application, is structurally inadequate to govern the specific risks of using AI in the legal profession, and that this inadequacy requires an integrated model of regulatory obligations, organisational safeguards and procedural liability. The first chapter examines the risk criterion underpinning the AI Act, highlighting its margins of indeterminacy in distinguishing systems that autonomously affect decisions from those that merely assist them. The second chapter shows how this uncertainty extends to the legal profession: the scope of application of the Regulation with respect to lawyers' activity remains uncertain, while Italian law (L. 132/2025) introduces the prevalence of human intellectual work and a duty to inform clients, without fully codifying a duty of supervision. The third chapter, a case study conducted with Studio Legale FGA, empirically tests these categories: the firm's organisational transformation, algorithm training and validation, automation of standardised defences, and the duty of diligence in drafting procedural documents. The fourth chapter situates these findings within the constitutional framework of the right of defence (Art. 24 Const.) and of due process (Art. 111 Const.): the irreplaceability of the lawyer stems not from exclusive possession of legal information, but from the ability to apply it to the specific case through critical judgment, personal responsibility and adherence to professional ethics. The original contribution is a hybrid model built on three cumulative safeguards — minimum regulatory obligations of transparency, internal organisational safeguards within law firms, and the lawyer's procedural liability — complemented by investment in the profession's technological training, as a safeguard for equal access to qualified legal defence.
 
Tipo
info:eu-repo/semantics/masterThesis
Collezioni
  • Laurea Magistrale [8404]
URI
https://unire.unige.it/handle/123456789/16989
Metadati
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