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L'appalto pubblico internazionale della difesa nell'UE: preferenze e processi decisionali degli Stati membri dalle direttive del 2014 al programma SAFE

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tesi38124951.pdf (983.2Kb)
allegato381249511.pdf (87.87Kb)
Autore
Baronchelli, Beatrice <2001>
Data
2026-10-07
Disponibile dal
2026-10-15
Abstract
Questa tesi indaga l’evoluzione degli appalti pubblici internazionali nel settore della difesa nell’Unione Europea, esaminando come le preferenze degli Stati membri abbiano plasmato gli esiti normativi e istituzionali dalle Direttive sugli appalti pubblici del 2014 alle recenti iniziative, quali il Programma SAFE. La ricerca analizza come le preferenze nazionali abbiano influenzato l’inclusione, modifica o esclusione di specifiche regole, in particolare nel settore strategicamente sensibile della difesa. La tesi sostiene che la politica degli appalti dell’UE non sia un quadro puramente tecnico o amministrativo, ma il risultato di continui negoziati tra integrazione del mercato, sovranità nazionale, interessi industriali e obiettivi di sicurezza. Dal punto di vista metodologico, lo studio combina analisi giuridica, teorie dell’integrazione EU (in particolare Liberal Intergovernmentalism e Multi-Level Governance) ed indagine empirica. Attraverso i dati di Tenders Electronic Daily e il confronto tra Italia, Francia, Germania e Spagna, la tesi individua un divario tra armonizzazione giuridica formale ed effettiva integrazione del mercato, evidenziato da fenomeni quali Border Effect e Home Bias. Il caso italiano mostra inoltre come le scelte normative nazionali influenzino l’attuazione dei principi europei in materia di appalti. L’analisi si concentra inoltre esamina l’articolo 346 TFUE, la sicurezza degli approvvigionamenti e l’importanza dell’autonomia strategica e del de-risking. In questo contesto, il Programma SAFE rappresenta un’ulteriore fase della governance degli appalti europei, riflettendo la transizione dell’Unione da “market-maker” a “security-provider”. Infine, la tesi propone “Institutionalised Interdependence” per descrivere un modello di governance nel quale le diverse preferenze degli Stati membri non vengono eliminate, ma mediate attraverso le istituzioni e i quadri giuridici dell’UE nel perseguimento di obiettivi strategici collettivi.
 
This thesis investigates the evolution of international defence procurement within the European Union, examining how Member States’ preferences have shaped regulatory and institutional outcomes from the 2014 Public Procurement Directives to recent initiatives such as the SAFE Programme. The research addresses how national preferences influenced the inclusion, modification, or exclusion of specific procurement rules, particularly in the strategically sensitive field of defence; it argues that EU procurement policy cannot be understood as a purely technical or administrative framework, but rather as the outcome of continuous negotiations between market integration, national sovereignty, industrial interests, and security objectives. Methodologically, the study adopts an interdisciplinary approach combining legal analysis, theories of European integration (particularly Liberal Intergovernmentalism and Multi-Level Governance) and empirical investigation. By examining Tenders Electronic Daily data and comparing Italy, France, Germany, and Spain, the thesis identifies a persistent gap between formal legal harmonisation and effective market integration, illustrated by structural phenomena such as the Border Effect and Home Bias. The Italian case further demonstrates how national regulatory choices shape the implementation of European procurement principles. The analysis then turns to defence procurement, examining Article 346 TFEU, security of supply, and the growing importance of strategic autonomy and de-risking. Against this background, the SAFE Programme represents a further stage in European procurement governance, reflecting the Union’s progressive shift from a “market-maker” towards a “security-provider”. Ultimately, the thesis proposes “Institutionalised Interdependence” to describe a governance model in which divergent MS’ preferences are not eliminated, but mediated through EU institutions and legal frameworks in pursuit of collective strategic objectives.
 
Tipo
info:eu-repo/semantics/masterThesis
Collezioni
  • Laurea Magistrale [8404]
URI
https://unire.unige.it/handle/123456789/16966
Metadati
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