La percezione del rischio nei giovani: caratteristiche e dinamiche di un fenomeno in cambiamento
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Autore
Valeri, Martino <2001>
Data
2026-10-05Disponibile dal
2026-10-08Abstract
Il mio obbiettivo con questa tesi era quello di condurre una piccola indagine sul modo in cui i giovani (Millennials e Generazione Z nello specifico) percepiscono il rischio, contestando la narrazione diffusa e internamente contraddittoria che li descrive sia come spericolati che come la generazione più ansiosa mai esistita.
Attraverso una rassegna della letteratura sociologica e psicologica sul rischio, il mio lavoro sostiene che la percezione del rischio non sia tanto un dato neutro fine a se stesso, quanto più una costruzione sociale e cognitiva, plasmata da chi decide cosa conti come pericolo e da quali fattori emotivi e culturali orientano il giudizio.
Per arrivare a questa conclusione ho passato in rassegna numerosi articoli, libri e documenti legati a quelli che ho individuato come i tre temi chiave per capire al meglio il fenomeno: la percezione del rischio nei giovani, le differenze generazionali nelle modalità di apprendimento e l'ansia diffusa che caratterizza le nuove generazioni.
Sono convinto, alla luce del mio lavoro, che comprendere la percezione del rischio nei giovani richieda di superare le etichette semplicistiche di "più" o "meno" rischio-avversi, riconoscendo invece due processi paralleli e ugualmente rilevanti: un cambiamento nel modo di elaborare le informazioni e un aumento concreto, empiricamente documentato, dell'ansia legata a fattori strutturali del mondo contemporaneo. My objective with this thesis was to conduct a small inquiry into the way young people (Millennials and Generation Z specifically) perceive risk, challenging the widespread and internally contradictory narrative that describes them as both reckless and as the most anxious generation to have ever existed.
Through a review of the sociological and psychological literature on risk, my work argues that risk perception is not so much a neutral, self-contained fact as it is a social and cognitive construction, shaped by who decides what counts as danger and by which emotional and cultural factors guide that judgment.
To reach this conclusion, I reviewed numerous articles, books, and documents related to what I identified as the three key themes for best understanding the phenomenon: risk perception in young people, generational differences in learning styles, and the widespread anxiety that characterizes the new generations.
In light of my work, I am convinced that understanding risk perception in young people requires moving beyond simplistic labels of being "more" or "less" risk-averse, and instead recognizing two parallel and equally relevant processes: a shift in how information is processed, and a concrete, empirically documented rise in anxiety tied to structural factors of the contemporary world.
Tipo
info:eu-repo/semantics/bachelorThesisCollezioni
- Laurea Triennale [5454]

