Il principio di non discriminazione nell’ordinamento sportivo
Autore
Bertino, Luca <2002>
Data
2026-10-05Disponibile dal
2026-10-08Abstract
Il presente lavoro analizza l’evoluzione e l’applicazione del principio di non discriminazione
nell’ordinamento sportivo, evidenziando il complesso dialogo con il diritto statale, europeo e
internazionale, nonché le peculiarità derivanti dall’autonomia dello sport.
Il primo capitolo approfondisce il quadro costituzionale (art. 3 Cost.), evidenziando il contrasto tra
l’articolata legislazione antidiscriminatoria nel lavoro e i più circoscritti interventi in ambito
sportivo. In sede eurounitaria e internazionale, l’analisi ricostruisce l’evoluzione normativa dalle
prime direttive al Trattato di Lisbona e alla Carta di Nizza, con un focus sugli strumenti di soft law
(Libro Bianco, Libro Verde, risoluzioni e pareri UE) e sulle garanzie offerte da CEDU, Protocollo
12 e Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo.
Il secondo capitolo esplora la concretizzazione del principio nelle fonti della lex sportiva. Vengono
esaminati la Carta Olimpica e il Codice Etico del CIO, la disciplina del CONI (Statuto e Codice di
Comportamento Sportivo) e l’esperienza della FIGC. Particolare attenzione è rivolta alla normativa
federale, all'evoluzione del Codice di Giustizia Sportiva e all’istituto della responsabilità oggettiva
delle società per i comportamenti discriminatori dei propri tesserati e sostenitori.
Infine, il terzo capitolo esamina l’attualità del fenomeno discriminatorio attraverso la ricostruzione
e l’analisi di casi mediatici rilevanti, tra cui le vicende Di Canio e Acerbi - Juan Jesus. Attraverso lo
studio dei fatti e delle decisioni della giustizia sportiva, la tesi conclude offrendo spunti di
riflessione sull’onere della prova, sul sistema sanzionatorio e sul delicato equilibrio tra la tutela
della dignità dell’atleta e le garanzie procedurali dell’ordinamento sportivo. This thesis examines the evolution and application of the non-discrimination principle within the
sports legal order, highlighting its complex dialogue with national, European, and international law,
as well as the specific features arising from sports autonomy.
The first chapter analyzes the constitutional framework (Art. 3 Italian Constitution), comparing the
extensive anti-discrimination labor legislation with the more limited regulatory interventions in
sports. At the EU and international levels, it traces the legal evolution from early directives to the
Treaty of Lisbon and the Charter of Fundamental Rights, focusing on soft law instruments (White
Paper on Sport, Green Paper, EU resolutions and opinions) and protections under the ECHR,
Protocol 12, and the Universal Declaration of Human Rights.
The second chapter investigates how this principle is implemented within the sources of lex
sportiva. It explores the IOC Olympic Charter and Code of Ethics, CONI regulations (Statute and
Code of Sports Conduct), and the FIGC framework. Specific attention is dedicated to federal
regulations, the evolution of the Code of Sports Justice, and the strict liability (responsabilità
oggettiva) of sports clubs for discriminatory conduct by their members and supporters.
Finally, the third chapter addresses the ongoing relevance of discrimination in sports through the
analysis of high-profile media cases, such as the Di Canio and Acerbi–Juan Jesus incidents. By
examining the facts and sports justice rulings, the study concludes with critical reflections on the
burden of proof, the effectiveness of sanctions, and the delicate balance between safeguarding an
athlete’s dignity and preserving procedural guarantees within sports justice.
Tipo
info:eu-repo/semantics/bachelorThesisCollezioni
- Laurea Triennale [5454]

