"Rappresentazioni della violenza di genere: linguaggio, media e società".
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Autore
Pellegrino, Meryam <2004>
Data
2026-07-16Disponibile dal
2026-07-23Abstract
La tesi analizza la violenza di genere come fenomeno strutturale e multidimensionale, intrecciando livello sociologico, normativo, linguistico e mediale. A partire dai dati ISTAT più recenti e dal quadro internazionale (OMS, ONU, Convenzione di Istanbul), la violenza maschile contro le donne è letta come esito di rapporti di potere storicamente diseguali, sostenuti da un ordine simbolico che naturalizza la gerarchia tra i generi.
Il primo capitolo ricostruisce le radici strutturali del fenomeno: continuum della sopraffazione (Pitch, Peroni), violenza culturale e simbolica (Galtung, Bourdieu), eteronormatività e socializzazione di genere in famiglia, scuola e istituzioni, fino alla risposta giuridica della Convenzione di Istanbul e ai rapporti GREVIO. Il secondo capitolo indaga il linguaggio come dispositivo di potere: sessismo linguistico e maschile universale, dibattito sul termine “femminicidio” e rischi di diritto penale simbolico, narrazioni tossiche e vittimizzazione secondaria.
Il terzo capitolo esamina le rappresentazioni mediali: dall’invisibilità alla spettacolarizzazione, tra oggettivazione del corpo femminile, costruzione della “vittima ideale” e distorsione del ruolo dell’aggressore, con un caso di studio sulla copertura giornalistica e digitale dell’omicidio di Giulia Cecchettin. La tesi sostiene la necessità di un approccio integrato che, oltre l’inasprimento penale, intervenga su linguaggi, media e pratiche educative per trasformare l’ordine di genere e prevenire la violenza. This thesis analyses gender-based violence as a structural and multidimensional phenomenon, intertwining sociological, legal, linguistic and media levels. Starting from the most recent ISTAT data and from the international framework (WHO, UN, Istanbul Convention), male violence against women is interpreted as the outcome of historically unequal power relations, sustained by a symbolic order that naturalises gender hierarchy.
The first chapter reconstructs the structural roots of the phenomenon: the continuum of domination (Pitch, Peroni), cultural and symbolic violence (Galtung, Bourdieu), heteronormativity and gender socialisation within family, school and institutions, up to the legal response of the Istanbul Convention and GREVIO reports. The second chapter investigates language as a device of power: sexist language and the generic masculine, the debate on the term “femminicidio” and the risks of symbolic criminal law, toxic narratives and secondary victimisation.
The third chapter examines media representations: from invisibility to spectacularisation, including sexual objectification of women’s bodies, construction of the “ideal victim” and distortion of the perpetrator’s role, with a case study on journalistic and digital coverage of Giulia Cecchettin’s killing. The thesis argues for the need of an integrated approach which, beyond harsher criminal sanctions, acts on language, media and educational practices in order to transform the gender order and prevent violence.
Tipo
info:eu-repo/semantics/bachelorThesisCollezioni
- Laurea Triennale [4982]

