Il cinema d'animazione partecipativo contro la guerra: il progetto "Draw not War" come atto comunicativo e sociale
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Author
Ravina, Alessandro <2004>
Date
2026-07-17Data available
2026-07-23Abstract
Questa tesi indaga come il processo creativo del cinema d'animazione partecipativo possa favorire la cooperazione tra ideologie in aperto contrasto. Attraverso lo studio del progetto "Draw not War", la ricerca esamina le dinamiche relazionali e le barriere psicologiche legate alle ideologie ereditate. Il caso in esame ha riunito giovani provenienti da territori segnati da profondi conflitti geopolitici, come la Bosnia, l'Irlanda del Nord e il contesto israelo-palestinese, per creare tre cartoni animati. Se la narrazione giornalistica tradizionale rischia di spettacolarizzare il dolore privando i civili della propria agency, il cinema d’animazione partecipativo si configura come un dispositivo di mediazione sociale in grado di restituire centralità ai partecipanti attraverso il dialogo. L'indagine mette in luce le forti tensioni iniziali sorte nel laboratorio creativo, dimostrando come la necessità pratica di creare un prodotto, sviluppata attraverso lo storyboard e il disegno condiviso, abbia permesso di incanalare il conflitto verbale in una negoziazione materiale. La ricerca di soluzioni si pone quindi come una via concreta per superare il pregiudizio e far coesistere identità contrapposte. This thesis investigates how the creative process of participatory animation filmmaking can foster cooperation between openly conflicting ideologies. Through the study of the project “Draw Not War”, the research examines relational dynamics and the psychological barriers associated with inherited ideological narratives. The case study brought together young people from regions marked by deep geopolitical conflicts, including Bosnia, Northern Ireland, and the Israeli–Palestinian context, to collaboratively create three animated films. While traditional journalistic narratives often risk sensationalizing suffering and depriving civilians of their agency, participatory animation cinema emerges as a form of social mediation capable of restoring participants' central role through dialogue. The study highlights the strong tensions that initially arose within the creative workshop, demonstrating how the practical necessity of producing a shared work, developed through storyboarding and collaborative drawing, made it possible to transform verbal conflict into material negotiation. The search for creative solutions thus becomes a concrete pathway for overcoming prejudice and enabling opposing identities to coexist.
Type
info:eu-repo/semantics/bachelorThesisCollections
- Laurea Triennale [4982]

