Impatto della frazione di eiezione del ventricolo sinistro sugli esiti cardiovascolari e renali nei pazienti ipertesi con malattia renale cronica non in dialisi
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Autore
Cirillo, Giovanna <1993>
Data
2026-07-13Disponibile dal
2026-07-16Abstract
L’ipertensione rappresenta il principale fattore di rischio modificabile per danno cardio-renale e morte prematura. Nei pazienti con malattia renale cronica (CKD), l’ipertensione è altamente prevalente e determina un incremento marcato del rischio di eventi cardiovascolari, progressione verso l’insufficienza renale terminale e mortalità. In questo elaborato vengono sintetizzati i principali meccanismi fisiopatologici che legano rene e controllo pressorio (relazione pressione–natriuresi, RAAS intrarenale, iperattivazione simpatica, disfunzione endoteliale, rigidità arteriosa, variabilità circadiana della pressione) e viene discussa in modo critico l’evidenza derivante da un recente studio di coorte prospettica su pazienti ipertesi con CKD non in dialisi, in cui la frazione di eiezione ventricolare sinistra(LVEF) si associa indipendentemente agli esiti cardio-renali anche quando compresa tra 50– 60% rispetto a >60%. L’integrazione di fenotipi pressori (ABPM), marcatori renali (eGFR/albuminuria) e indici cardiaci (LVMI, LVEF) consente una stratificazione del rischio più fine e supporta un approccio terapeutico multimodale: restrizione sodica, blocco RAAS, controllo della rigidità arteriosa e della proteinuria, correzione dei fattori metabolici e monitoraggio dinamico della pressione. Lo studio analizzato rafforza il concetto di continuum cardio-renale e suggerisce che anche lievi riduzioni della LVEF sono clinicamente significative in CKD ipertesi. Hypertension is the main modifiable risk factor for cardiorenal damage and premature death. In patients with chronic kidney disease (CKD), hypertension is highly prevalent and causes a markedly increased risk of cardiovascular events, progression to end-stage renal disease, and mortality. This paper summarizes the main pathophysiological mechanisms linking the kidney and blood pressure control (pressure-natriuresis relationship, intrarenal RAAS, sympathetic hyperactivation, endothelial dysfunction, arterial stiffness, circadian blood pressure variability) and critically discusses the evidence from a recent prospective cohort study of hypertensive patients with non- dialysis CKD, in which left ventricular ejection fraction (LVEF) is independently associated with cardiorenal outcomes even when between 50–60% compared to >60%. The integration of blood pressure phenotypes (ABPM), renal markers (eGFR/albuminuria), and cardiac indices (LVMI, LVEF) allows for more refined risk stratification and supports a multimodal therapeutic approach: sodium restriction, RAAS blockade, control of arterial stiffness and proteinuria, correction of metabolic factors, and dynamic blood pressure monitoring. The analyzed study reinforces the concept of a cardio-renal continuum and suggests that even mild reductions in LVEF are clinically significant in hypertensive CKD.

