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"Algocrazia e trasformazioni del lavoro digitale: profili di tutela e prospettive per uno Statuto professionale delle persone 2.0."

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tesi37989965.pdf (2.083Mb)
Author
Barca, Davide <1999>
Date
2026-07-08
Data available
2026-07-16
Abstract
L'elaborato indaga la crisi dell'architettura giuslavoristica novecentesca dinanzi all'algocrazia. La digitalizzazione ha generato una mutazione del rapporto di lavoro, in cui i processi decisionali opachi scardinano la dicotomia tra subordinazione e autonomia, rendendo complessa la qualificazione delle nuove figure professionali ibride. La cornice teorica si avvale del pensiero di Alain Supiot, evidenziando il passaggio "dalla legge alla governance dei numeri": il potere direttivo si smaterializza in algoritmi, innescando una "rifeudalizzazione dei rapporti di lavoro" dominata dalla lex mercatoria delle piattaforme. L'indagine scompone questo assoggettamento in quattro stadi di alienazione. Il primo capitolo analizza i rider, sottoposti alla gestione algoritmica nello spazio urbano onlife. Il secondo stadio esplora content creator e influencer: in questo ambito la vulnerabilità diventa identitaria e la prestazione subisce il dominio dei “termini di servizio”, svelando l'inadeguatezza delle analogie civilistiche classiche, le quali si rivelano inadatte a governare questa inedita "autonomia infrastrutturata". Il terzo passaggio affronta i pro-player negli e-sports, ove il controllo algoritmico impatta direttamente sui ritmi biologici originando una "subordinazione neuro-muscolare" soggetta al monopolio del publisher. Infine, l'analisi sui micro-task e il crowdwork mostra la frammentazione estrema della prestazione, in cui la persona degrada a ingranaggio invisibile diventando un “ghost worker” nel cyber-spazio. Si conclude dimostrando che le tutele attuali risultano strutturalmente inidonee per inquadrare queste figure ibride. Diviene così dogmaticamente necessario spingersi "oltre la subordinazione", proponendo de jure condendo uno "Statuto professionale delle persone 2.0". Sganciando i diritti inderogabili dalla fattispecie contrattuale per radicarli ontologicamente sulla persona umana, si impedisce che l'esistenza del prestatore sia fagocitata dall'algoritmo.
 
This dissertation investigates the crisis of the twentieth-century labor law architecture in the face of algocracy. Digitalization has generated a mutation in the employment relationship, where opaque decision-making processes dismantle the dichotomy between subordination and autonomy, complicating the legal qualification of new hybrid professional figures. The theoretical framework draws upon the thought of Alain Supiot, highlighting the transition "from the law to governance by numbers": the employer's directive power dematerializes into algorithms, triggering a "refeudalization of labor relations" dominated by the platforms' lex mercatoria. The investigation breaks down this subjugation into four stages of alienation. The first chapter analyzes riders, subjected to algorithmic management within the "onlife" urban space. The second stage explores content creators and influencers: in this context, vulnerability becomes identity-based, and the performance is subject to the dominion of "terms of service," revealing the inadequacy of classical civil law analogies, which prove unsuited to govern this unprecedented "infrastructured autonomy." The third step addresses pro-players in e-sports, where algorithmic control directly impacts biological rhythms, generating a "neuro-muscular subordination" subject to the publisher's monopoly. Finally, the analysis of micro-tasks and crowdwork demonstrates the extreme fragmentation of performance, in which the person degrades into an invisible cog, becoming a "ghost worker" in cyberspace. The study concludes by demonstrating that current protections are structurally inadequate to frame these hybrid figures. It thus becomes dogmatically necessary to move "beyond subordination," proposing de jure condendo a "Professional Statute of Persons 2.0." By uncoupling mandatory rights from the contractual model and rooting them ontologically in the human person, the existence of the worker is prevented from being consumed by the algorithm.
 
Type
info:eu-repo/semantics/masterThesis
Collections
  • Laurea Magistrale [8032]
URI
https://unire.unige.it/handle/123456789/16104
Metadata
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