"Facce Nere": Migrazione Italiana nel Belgio Minerario del XX secolo: una lettura demografica e sociale.
Autore
Minieri, Salvatore Samuel <1996>
Data
2026-07-03Disponibile dal
2026-07-09Abstract
L’emigrazione italiana verso il Belgio rappresenta uno dei fenomeni migratori più significativi dell’Europa del secondo dopoguerra. Tra il 1946 e gli anni Sessanta, decine di migliaia di lavoratori italiani lasciarono il proprio Paese per essere impiegati nelle miniere carbonifere belghe, contribuendo alla ricostruzione economica del Belgio e, indirettamente, a quella dell’Italia.
La presente ricerca analizza le cause, le modalità e le conseguenze di questo fenomeno migratorio, collocandolo nel contesto della ricostruzione europea successiva alla Seconda guerra mondiale. Attraverso l’utilizzo di fonti statistiche, documentazione istituzionale e studi storiografici, vengono esaminati il contesto economico e sociale dell’Italia e del Belgio, le ragioni che portarono alla stipula dell’accordo bilaterale italo-belga del 23 giugno 1946 e le condizioni di vita e di lavoro dei minatori italiani.
Particolare attenzione è dedicata alla sicurezza nelle miniere, alle malattie professionali e alla tragedia di Marcinelle dell’8 agosto 1956, evento che segnò profondamente la memoria collettiva dell’emigrazione italiana e contribuì a promuovere importanti riforme in materia di tutela dei lavoratori. Lo studio approfondisce inoltre il ruolo delle organizzazioni sindacali, l’evoluzione della legislazione sociale e le trasformazioni del settore minerario nel secondo dopoguerra.
Infine, il lavoro analizza l’eredità lasciata dall’immigrazione italiana nella società belga contemporanea, evidenziando gli effetti demografici, economici e culturali prodotti dall’insediamento delle comunità italiane. L’obiettivo è comprendere come le politiche del lavoro, le esigenze economiche degli Stati e le esperienze vissute dai migranti abbiano contribuito a trasformare in modo duraturo le società coinvolte, lasciando un’eredità ancora oggi visibile. Italian migration to Belgium represents one of the most significant migratory phenomena in post-war Europe. Between 1946 and the 1960s, tens of thousands of Italian workers left their homeland to work in Belgian coal mines, contributing to the economic reconstruction of Belgium and, indirectly, to that of Italy.
This study examines the causes, dynamics, and consequences of this migration process within the broader framework of European post-war reconstruction. Drawing upon statistical data, institutional documents, and historiographical studies, the research explores the economic and social conditions of both Italy and Belgium, the circumstances that led to the signing of the Italian-Belgian bilateral agreement of 23 June 1946, and the living and working conditions experienced by Italian miners.
Special attention is devoted to mine safety, occupational diseases, and the Marcinelle mining disaster of 8 August 1956, an event that profoundly shaped the collective memory of Italian emigration and contributed to the development of important labour protection reforms. The study also investigates the role of trade unions, the evolution of social legislation, and the transformation of the mining sector during the post-war period.
Finally, the thesis analyses the legacy of Italian immigration in contemporary Belgian society, highlighting its demographic, economic, and cultural impact. The aim is to understand how labour policies, state economic interests, and migrants’ experiences contributed to long-term social transformations whose effects remain visible more than seventy years later.
Tipo
info:eu-repo/semantics/bachelorThesisCollezioni
- Laurea Triennale [4699]

